"Continuavo a pensarci. Dove diavolo vanno le anatre di Central Park in inverno, quando il lago è ghiacciato?" (Holden Caufield)
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"Modesto è l'autunno
come i taglialegna.
Costa molto
togliere tutte le foglie
da tutti gli alberi
di tutti i paesi.
La primavera
le cucì in volo
e ora
bisogna lasciarle
cadere come se fossero
uccelli gialli:
Non è facile.
Serve tempo.
Bisogna correre per
le strade,
parlare lingue,
svedese,
portoghese,
parlare la lingua rossa,
quella verde.
Bisogna sapere
tacere in tutte
le lingue
e dappertutto,
sempre,
lasciare cadere,
cadere,
lasciare cadere,
cadere
le foglie.
Difficile
è
essere autunno,
facile essere primavera."
(Pablo Neruda)
PERSONAGGI e INTERPRETI:
IL JANEFRATELLO
Nel ruolo del fratello minore biotecnologo, ex nano parlante dalla comicità surreale, ammirato e adorato.
COLEI CHE E'
NEL MARE
Nel ruolo di quelbruco.
G.
Nel ruolo di SISTER
L'AMICO A.
Nel ruolo del TUTOR
I FRATELLI MAGGIORI
Nel ruolo di Mucio,
Bab e Johnz.
LA CITTA' TOSSICA
LA CITTA' OBLIQUA
Nel ruolo dei luoghi dove la vicenda si svolge.
IL GURU
Nel ruolo di quello che pare lo sappia sempre.
CAMILLA
Nel ruolo di se stessa.
CONTINUA...

Di Lancilot, delle Hole, delle tentazioni punk, degli strati di coscienza nei mattini elettrici
mi sveglio dopo una notte alle gocce di En e il mondo è cambiato: ascolto con una certa delizia il rumore di pioggia e tuoni spaccavetri pensando che non sarà necessario portar fuori le sedie del bar, sento in circolo una vaga eco di musica di botti di legno e luminarie a giorno e vino rosso, mi ricordo del periodo punk di mio fratello, leggo qualche pagina de "Il circolo chiuso", lasciato ai piedi del letto a metà. Non so precisamente che ora è, mi sento inquieta. The bus ride I went to write this 4.00am, this letter.
Con l'inquietudine e con la pioggia è come se il mondo mi parlasse e l'aria liquida di questa mattina grigia e la forma che ho cercato di dare al mio cervello nelle ultime due settimane, con talmente tanta convinzione che lo sento modificarsi tra le mie mani come una stecca di Pongo, e il mio corpo che lo segue e cambia forma per stargli dietro, ecco stamattina mi sento come davanti ai risultati di una mutazione, non mi stupirei di trovarmi allo specchio con capelli verdementa blunotte, lunghe unghie laccate di corallo e verde sottobosco un pigiama punk stile impero
Allora dicevo che sento un'inquietudine che deve essere la pioggia, ma magari non solo.
In momenti come questo sento parole che arrivano da più lontano e so di una direzione, di un disegno delle cose che adesso non vedo. Ho spento con un gesto imprevisto la televisione dove guardavo senza guardarlo In the mood for love, mi sono ricordata di un enorme pacchetto di Marlboro rosse dove tenevo delle lettere, scritte più o meno otto, nove, dieci anni fa. E deve essere che cerco di riunire le età della vita, che cerco di tirarne fuori un senso globale e un'interpretazione per scegliere quella seguente, che cerco più o meno di fare pace con tutte, fatto sta che ho sentito di dover rileggere qualcuno di quei fogli a gambe incrociate su questo letto di tarda mattina ingrigita dalla pioggia e appena fredda ma pure pervasa di un'aria elettrica per nulla spiacevole, ho letto alcuni di questi fogli, ho sorriso e mi si è raddolcito il cuore, ma ho capito davvero cosa stavo cercando soltanto ad uno degli ultimi fogli, una lettera datata dodici giugno millenovecentonovantanove. Mi sono ricordata di come ci sentivamo grandi ed intensi e drammaticamente impegnati a vivere una vita gloriosa, che orizzonti di speranza senza nessuna ragionevole ipotesi di fine erano pane di ogni giorno e linguaggio segreto fra di noi, ma che io mi sono sempre sentita da meno, piccola, come se non riuscissi in alcun modo a stargli dietro e come se la sua mente si ramificasse in ogni direzione come quando Bill viene lanciato nello spazio più nero, out of the blue, into the black. E non so se c'è davvero un collegamento tra l'elettricità di stamattina e l'inquietudine che mi ha preso e il fatto di aver sentito il bisogno di rileggere tutto, certo ricercavo quel senso di dialogo profondo con le cose, con il mondo, con
Non so cosa avevamo previsto allora per questo momento delle nostre vite, ma mi piace pensare che non dovesse essere qualcosa di estremamente diverso da questo. Per questo mi pare di poter credere che in fondo io sia sulla buona strada, che non so, chissà.