A volte le acque del lago si agitano per...

A proposito: il mio MSN livespace...
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LEGGO...

°Marcela Serrano - L'albergo delle donne tristi°
°W.I.T.C.H.°
°Repubblica°

ASCOLTO...

°The Cure°
°The Smiths°


GUARDO...

°Troisi°



A Jane piace...

Il mare, le colline, soprattutto se può girarci in Vespa. Camilla, la sua cagnina appena deforme, i bambini e le cose da bambini, tutti i dolci con particolare predilezione per quelli molli e colorati, budini creme e gelatine. Le piace andare in vacanza in una enorme capitale europea e girarla in bicicletta o in metropolitana e accorgersi di capirla. Leggere e soprattutto scrivere. Capo Nord, e soprattutto arrivarci in macchina ascoltando Noi non ci saremo dei CSI. Gli scrittori sudamericani, Marquez, Allende, Serrano, Amado, ma anche Calvino, Baricco, Neruda e Ungaretti, Stephen King, Jonathan Coe, Neil Gaiman e le meravigliose graphic novel di Dave McKean. Il suo poeta preferito è Nazim Hikmet che però in questa fase si contende i primi posti con Pedro Salinas. Le piace il Corso e passeggiarci di pomeriggio, preferisce da sola, se deve scegliere. Le piace il caffè Roselli e la cioccolata calda al peperoncino, ma anche un tè alla vaniglia e, lì, parlare. Ama la complessità. Ama alla follia il cinema. Le piace da morire Buffy the Vampire Slayer, il telefilm più intelligente del mondo, e ha trovato ILLUMINANTE la visione di Evangelion. Le piace cantare. Le piace il rock ma anche la musica etnica, balcanica, sudamericana, il fado e il tango argentino, ama i Buena Vista Social Club e i cantautori italiani, De André, Rino Gaetano, De Gregori. Ama la musica indie che sta scoprendo poco a poco. Idolatra gli U2 e Tim Burton. Ama l'arte, i fumetti e il teatro. Le piacciono Monet, Rodin e i Peanuts (senza i quali non sarebbe mica stata la stessa persona). Le piace recitare. Le piace chiacchierare fino a tardi con le candele e la Nutella, come si faceva in quella casa piccola di Barcellona. Ama Barcellona, parlare spagnolo e viaggiare. Ama troppe altre cose e lo spazio qui è quello che è.

A Jane NON piace...

Sentirsi ansiosa, agitata (ma le succede spesso), litigare con qualcuno al telefono, essere costretta a vestirsi bene, fingere che le stia simpatico qualcuno che non le piace, dover dire di no alle persone. Andare ai matrimoni di chi non conosce, trovarsi in un ambiente dove tutti sono all'ultima moda e ballano i successi dell'estate, i caffè alla moda del Corso, l'aperitivo per farsi vedere. Non le piacciono l'estremismo e gli intellettuali che fanno gli intellettuali. A Jane non piace vedere allontanarsi le persone anche se spesso va così. Non le piacciono le verdure e nemmeno gli insaccati, fugge davanti al salame a fette. Non le piace rendersi conto di essere grande, crescere e via discorrendo. Non le piace sentirsi invisibile, anche se a volte sì. Non le piace rendersi conto che purtroppo, per l'ennesima volta, ha sopravvalutato. A Jane non piacciono le persone superficiali e poco sensibili, e i mediocri per scelta. Non le piacciono i silenzi pesanti, ma non le piace chi parla in continuazione. Non le piace dormire poco e sentirsi stordita. Non le piacciono le bevande alcooliche a parte la sangria e qualche vino rosso, fatta eccezione per certi goliardici rum e pera. Non le piacciono i ragni, i vestiti firmati e gli orecchini di oro giallo. Non le piace il gel nei capelli e chi fa il cinico per forza.

Che tempo fa oggi nella valle?

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Vi siete tuffati in: *loading*


 



"Modesto è l'autunno
come i taglialegna.
Costa molto
togliere tutte le foglie
da tutti gli alberi
di tutti i paesi.
La primavera
le cucì in volo
e ora
bisogna lasciarle
cadere come se fossero
uccelli gialli:
Non è facile.
Serve tempo.
Bisogna correre per
le strade,
parlare lingue,
svedese,
portoghese,
parlare la lingua rossa,
quella verde.
Bisogna sapere
tacere in tutte
le lingue
e dappertutto,
sempre,
lasciare cadere,
cadere,
lasciare cadere,
cadere
le foglie.

Difficile
è
essere autunno,
facile essere primavera."

(Pablo Neruda)


°Gein°
°BecckOnFlickr°


PERSONAGGI e INTERPRETI:

IL JANEFRATELLO
Nel ruolo del fratello minore biotecnologo, ex nano parlante dalla comicità surreale, ammirato e adorato.

COLEI CHE E'
NEL MARE

Nel ruolo di quelbruco.

G.
Nel ruolo di SISTER

L'AMICO A.
Nel ruolo del TUTOR

I FRATELLI MAGGIORI
Nel ruolo di Mucio,
Bab e Johnz.

LA CITTA' TOSSICA
LA CITTA' OBLIQUA

Nel ruolo dei luoghi dove la vicenda si svolge.

IL GURU
Nel ruolo di quello che pare lo sappia sempre.

CAMILLA
Nel ruolo di se stessa.

CONTINUA...

Nei dintorni del lago c'è questo di bello:































































































martedì, maggio 29, 2007

Jane presenta:

Borgo Scacciaventi

GrandTour
2007




Un regalo per voi.
Ho pensato che in questi giorni non ho tantissima voglia di scrivere cose mie. Detto tra noi, le cose mie come le scrivo adesso sono davvero una palla.
Perciò cambiamo argomento.
E la cosa giusta mi è venuta in mente oggi. Mentre camminavo. Cammino ogni giorno e sempre nello stesso posto. Perché è uno dei posti più incantevoli del mondo se ci cammini, ti fa sentire a casa come niente sulla Terra, ed è piccolo, stretto e di pietra. Io lo adoro. Perciò ho deciso di portarvici, a fare un giro.
Per oggi ve lo presento soltanto: poi, i prossimi giorni, entreremo da qualche parte, qualche bottega di quelle che esistono da sempre e anche quelle che non esistono più. Possiamo entrare in qualche portone, se vi va. E' sempre bello: con il sole, al mattino, quando il pomeriggio raccoglie i passeggini coi bambini e quando il pomeriggio più tardo si popola di tavolini e aperitivi. Di notte, quando si sente il rumore dei tacchi sulle pietre antiche, quando piove e il giallo di sopra si riflette nell'acqua di terra e tutto diventa gialloarancione. E' bello anche quando sei triste, ed è bello di estate, e incantevole d'inverno, e da nessun'altra parte al mondo c'è la stessa atmosfera a Natale.
Oggi vi conoscete, vi presento. Partiamo.




"Borgo Scacciaventi, detto anticamente anche "lo commerzio", con i pilastri ottagonali risalenti al principio del '400. All'epoca gran parte della popolazione viveva nei casali, a volte difficilmente raggiungibili, estendendosi allora il territorio fino a Cetara (Vietri, Cetara ed altri casali minori si staccarono da Cava nel 1806). Ci si recava al Borgo Scacciaventi per il commercio e gli affari. Le famiglie più facoltose cominciarono ad edificare al Borgo i loro palazzi (Scacciaventi era il cognome di una di queste), il commerciante e l'artigiano cominciarono a trovare opportuno costruire un'abitazione sulla bottega, che si arricchiva del portico avanti, a protezione delle merci. "
(da Wikipedia)



...e a noi, da piccoli, a scuola ci spiegavano: "Scacciaventi" è perché qui il vento non ci passa.
ed è vero, perché è strettissimo il Borgo Scacciaventi, è la strada più stretta del mondo e lì il telefono non prende.
e quando butto l'occhio alle case sopra le botteghe vedo soffitti gialli e vecchie travi di legno ridipinte, e penso che ad abitare là sopra uno sarebbe felice, con semplicità.
su questo non ho ombra di dubbio.
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 21:02 | link | commenti (8)
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sabato, maggio 26, 2007




C'erano due bambine, passavamo insieme un paio di pomeriggi a settimana di solito, o di più o di meno a seconda delle esigenze della loro mamma. Due bambine bionde bellissime e io, dovevamo essere belle da vedere insieme perché io di solito portavo lunghe gonne a fiori o a righe e non facevo mistero di niente a quelle due bambine, le portavo a vedere film e raccontavo storie, erano storie che nascevano sul momento osservando il mappamondo e ascoltando musica nella mia macchina, ascoltavano anche cose che la loro mamma non avrebbe voluto che ascoltassero e mi chiedevano e ne parlavamo, e ne ridevamo. Le aspettavo durante la lezione di danza facendo facce buffe e intercettando gli sguardi timidi e pieni di orgoglio, per strada mi davano la mano e a chi ci guardava da fuori poteva sembrare cantassimo cam-caminì, cam-caminì, spazzacamin. In quegli anni abbiamo vissuto in un mondo di bambine sotto le pareti di una cameretta rosa con i disegni delle principesse disney, abbiamo ballato e fatto danni, bevuto il latte con la cioccolata alle tre del pomeriggio, non ho mai voluto che stessero ferme o zitte, abbiamo disegnato e lavorato la pasta di sale, dipinto le uova di pasqua e decorato molti alberi di natale. Abbiamo vissuto in un mondo di bambine rosa come piace alle bambine, dove succedeva tutto quello che volevamo e ci bastava discutere di quello che non capivamo, cercando delle risposte insieme non come se fossi io quella grande che poteva dare delle risposte a loro, e non c'è mai stata una lacrima che abbia tenuto.
E adesso la maggiore delle due bambine è al primo anno di liceo, mi dicono che si è comprata delle scarpe scollate e porta sempre a scuola lo specchio per il trucco, e non so quanto è alta la piccolina, che è sempre stata un uccellino, ma aveva quattro anni e adesso ne ha dieci, potrebbe essere ancora un uccellino ma potrebbe essere che la troverei così cresciuta da non apparirmi più così indifesa e incredibilmente forte insieme. E io non metto più quelle gonne così gitane e le bambine appartengono anche loro alla stagione degli Ormai.
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 18:01 | link | commenti (7)
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Stamane mi pare che se dovessi cantarmi una ninnananna mi canterei questa. Questo cd ritornato indietro, o meglio avanti, dalla notte dei tempi, continua a girare sul piatto preferibilmente durante le docce migliori, quelle che lavano via ciò che ti porti dalla sera prima e decidi di non volere assolutamente nella tua nuova giornata. E oltre? Oltre si vedrà.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 11:37 | link | commenti (1)
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venerdì, maggio 25, 2007

Chud, mio Chud, resisti.
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 00:28 | link | commenti (1)
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martedì, maggio 22, 2007

WHO WATCHES
THE WATCHMEN?




Generalmente mi accorgo di quando ho appena finito di leggere qualcosa che mi cambierà profondamente.
Ci ho messo un po', ci sono arrivata tardi, ma adesso l'ho letto.
Immagino che qualunque cosa io legga d'ora in avanti passerà anche per questo.
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 19:20 | link | commenti (4)
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lunedì, maggio 21, 2007

Prima di tutto ho bisogno di un nuovo scenario per la mia storia.
Quello vecchio cade a pezzi, era di cartone e non è più buono. Buono a nulla.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 18:55 | link | commenti (4)
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domenica, maggio 20, 2007

Jane, perdonati.
Jane, ho un'idea per te: perdonati.
Jane, senti cosa ti propongo, pensaci su: perdonati.
Jane, sai cosa credo che dovresti fare? Perdonati.
Jane, c'è una sola cosa da cui puoi cominciare: perdonati.
Jane, non serve a niente se prima non riesci: perdonati.
Jane, ho pensato che in fondo tutto si riduce a questo, perciò fidati se ti dico: perdonati.
Jane, perché non ci fai un pensiero? Perdonati.
Jane, dammi retta: perdonati.
Jane, adesso basta: perdonati.
Jane, adesso basta: perdonati.
Jane alza gli occhi tra i panni e i balconi, dove passa solo un mezzo rettangolo di cielo, e pensa: perdonati.
Perdonati, perdonati, perdonati per favore.
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 14:43 | link | commenti (13)
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venerdì, maggio 18, 2007



Gein
blueklein



Ieri pomeriggio sono stata al MADRE.
Museo di Arte nonsocosa DR nonsocosa E.
Sta a Napoli, è un museo di arte contemporanea.
Ci siamo stati per una cosa del Master, una cosa che nessuno aveva capito bene di cosa si trattava.
Comunque ci incamminiamo, ci facciamo una passeggiata per la solita via S.Biagio dei Librai, dove vendono cose che non si vendono in nessun altro posto del mondo. Fa mezzo freddo e mezzo caldo e io sono vestita a cazzo come sempre: ho un vestitino troppo leggero e sopra mi stringo un foulard a righe prestato da Alessia, lo tengo intorno alle spalle come fosse uno scialle che non è.
Sono distratta, svagata, ho la testa piena di fumo.
Sono stanca, sono un paio di giorni che appena mangio qualcosa mi sento la nausea.
E poi ieri sera ero da sola a casa di mio fratello e mi sono addormentata alle dieci. Con un paio di reality in televisione e pasta in bianco con un filo d'olio, una mela verde.
Solo una fuga alla FNAC mi ha salvato, a leggere per la millesima volta Moonlight Shadow di Banana Yoshimoto.
E comunque.
Sono distratta e svagata, stanca, l'aria è perfettamente bianca e grigia, pur senza essere cattivo tempo, il grigio delle cose prive di colore. Ma abbagliante. Così arriviamo al MADRE ed entriamo, senza capire per quale motivo siamo lì. Questo Master diventa ogni giorno più approssimativo e noi ci sentiamo approssimativi nell'anima, senza speranza di salvezza. Mi consola solo, ogni tanto, pensare che in fondo sono una delle più giovani lì in mezzo. Che forse anche se ho buttato cinque mesi qualcuno da lassù mi perdonerà. E anche la me stessa del futuro mi perdonerà. Forse.
Comunque c'è veramente poco da fare e allora facciamo i visitatori, giriamo per il museo.
E qui mi accorgo che mi prende un processo umorale strano.
Il museo mi piace. E' vero, molta arte contemporanea mi irrita.
E questo posto non fa eccezione: una pecora vera in formalina, un neon incassato tra gli angoli di una parete, tele completamente bianche, completamente nere.
Però anche cose belle. Cioè, belle non so: ma cose emozionanti. Mi emoziona.
Ma non funziona. Il museo mi piace, però non funziona. Ho l'umore piatto, grigio come questa giornata che è color cemento. Cammino a una velocità ridicola. Non mi sfiora niente: l'arte, le persone, il compito che siamo venuti a fare: pare si debba girare una sorta di documentario, un servizio, qualcosa insomma, sul museo. Un ipotetico programma tv sull'arte contemporanea, è l'esercitazione.
Ma io non ci sono: lascio fare agli altri e mi faccio riprendere quando me lo chiedono.
Apprezzo davvero soltanto la terrazza: una terrazza bellissima immersa tra tetti di palazzi e vecchie antenne, con sopra la luce del tramonto, un cavallo di legno e la Città Obliqua, intorno, chiaramente obliqua.
Poi la giornata scivola veloce verso un finale senza infamia e senza lode, verso una notte senza sogni in un letto molto comodo.

Quello che volevo dire però è che:
Stamattina ci rivediamo in aula, quelli che ieri avevano fatto delle riprese avrebbero dovuto farne un montaggio approssimativo, tirarne fuori qualcosa.
Lo ha fatto un ragazzo solo, uno solo su venti. Per farvi capire il tasso di voglia.
Lui si chiama Roberto e nella vita vuole fare il regista.
Io credo che sia molto bravo, ho già visto un paio di cose sue, forse sembro dura quando gli faccio dei commenti ma è perché penso che sia veramente bravo, ci credo, se mi capite.
Ha montato i suoi filmati e stamattina ce li ha portati.
Anche lui si aggirava per il MADRE con la stessa faccia di tutti, ieri.
Probabilmente chiedendosi il senso di quella giornata e interrogandosi su un eventuale perdono da parte del se stesso del futuro.
Con la stessa voglia ridotta a livelli infinitesimali, e la stessa sfiducia a 360 gradi.
Però Roberto ha passato il pomeriggio a girare, e presumibilmente la notte a montare.
Almeno la sera, la sera a montare.
E poi stamattina è venuto in aula, e niente per niente, con le immagini di un posto che forse neanche gli piace, un pomeriggio sonnolento e facce di persone svogliate, ne ha fatto venir fuori 10 minuti di poesia.
E io ho pensato: bello, veramente bello. E mentre guardavo pensavo: che bravo. E poi ho applaudito.
Ha messo musica in sottofondo. Ha diviso in sezioni, ha messo dei titoli. L'arte. Le persone. I riflessi.
L'altra faccia del MADRE. Scritte sui muri che si vedevano fuori. Balconi. Piccioni. Operai al lavoro, col pennello bianco grande. Quello che qui si chiama "la pennellessa".
Poi musica, musica classica, e comunque una cosa piccola ma emozionante. Improvvisata in poche ore, tra il disentusiasmo generale.

Allora mentre applaudivo mi sono ricordata di tante cose. Mi sono ricordata di quello che mi piace fare. Dell'entusiasmo, della passione. Ho pensato che in fondo sarebbe stato facile, molto più facile di quanto mi sono ostinata a credere. Trovare un senso, inventarlo, dipingere quella giornata di cemento, fare come ha fatto Roberto: crederci comunque, provarci comunque, riuscirci comunque. Mi sono ricordata della leggerezza e dell'intensità, ancora dell'entusiasmo, di quanto mi piace scrivere, di quella bella terrazza. Tutto in undici minuti di filmato, da non crederci.
E poi mi sono ricordata che a volte imparo molto, moltissimo, in undici minuti, dalle persone.
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 21:15 | link | commenti (4)
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lunedì, maggio 14, 2007

Gein becch'in taim
(come fosse il Novant'Otto)


"It's you that I adore
You'll always be my whore
You'll be a mother to my child
And a child to my heart
We must never be apart
We must never be apart

Lovely girl you're the beauty in my wrold
Without you there aren't reasons left to find

And I'll pull your crooked teeth
You'll be perfect just like me
You'll be a lover in my bed
And a gun to my head
We must never be apart
We must never be apart

IN YOU I SEE DIRTY
IN YOU I COUNT THE STARS
IN YOU I FEEL SO PRETTY
IN YOU I TASTE GOD
IN YOU I FEEL SO UNGRY
IN YOU I CRASH CARS
WE MUST NEVER BE APART

Drinking mercury
To the mystery
of all that you should ever seek to find

Lovely girl
you're the murder in my wrold

Dressing coffins for the souls I've left behind
In time
We must never be apart

And you'll always be my whore
Cause you're the one that I adore
And I'll pull your crooked teeth
You'll be perfect just like me
In you I feel so dirty
in you I crash cars

In you I feel so pretty
in you I taste god

We must never be apart"

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 19:01 | link | commenti (9)
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sabato, maggio 12, 2007

ecco qua


Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 02:16 | link | commenti (10)
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(e smettiamola di aggiornare ogni tre ore)

.
..e poi ci sono momenti come questo in cui diventa tutto spietatamente chiaro, come quando nei cartoni animati si posa il vento all'improvviso e vedi le foglie ferme. che poi se dico spietatamente non rendo l'idea giusta perché da una parte c'è qualcosa di spietato ma non è la prima cosa che mi viene in mente. c'è anche dell'altro: dell'altro che mi rapisce la testa e me la distrae alle prime note di pianoforte, di violino, di fisarmonica. il fatto è che quando mi ritrovo da sola, con chiunque io abbia passato il tempo, arriva l'alieno: l'alieno mi fa capire quanto io mi senta inadeguata e mi biascica all'orecchio che faccio solo finta di non conoscere la causa dell'agitazione e mi racconta aneddoti di quando, a quindici anni, lo chiamavo il mostro e sentivo venire da dentro il rumore dei suoi denti. ovviamente ho dovuto tagliare un'altra volta i capelli, proprio come ho fatto più di tre anni fa, quando però c'era barcellona dietro solo pochi angoli, di lì a mesi. mentre adesso dietro gli angoli c'è la liea d'ombra più d'ombra della storia, che annusiamo tutti e poi ci affacciamo tutti come possiamo: chi andando via a fare un lavoro che odia, perché tanto non gli verrà mai il coraggio per tentare qualunque altra cosa, chi facendo avanti e indietro la stessa strada quattro volte al giorno pensando ancora in un angolo della testa che potrebbe andare via, chi pensando quando finisco il tirocinio per quest'infame me ne vado, chi forse non se ne andrà anche se lavora per un infame.
però adesso non stavo parlando di loro, stavo parlando di me.
però il punto è che quando arrivo a me il pensiero si ripiega su sé stesso e adesso ci manca solo realizzare delle altre cose sulla mia pessima scrittura delle ultime settimane.
c'è di buono che ho visto ozpetek, che è di quelle persone che ti innamorano all'istante.
e che ho due vestiti nuovi a fiori e il venerdì notte in casa dormono tutti ed è come non ci fosse nessuno.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 01:59 | link | commenti (7)
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venerdì, maggio 11, 2007

se almeno riuscissi a scrivere qualcosa, penso, sarebbe già una grande cura.
se almeno riuscissi a scrivere che
se almeno riuscissi a scrivere che non riesco nemmeno a scriverne

TI LAMENTI
MA CHE TI LAMENTI
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 17:43 | link | commenti (5)
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Everything about you is how I wanna be
Your freedom comes naturally
Everything about you resonates happiness
Now I won't settle for less

Give me all the peace and joy in your mind

Everything about you pains my envying
Your soul can't hate anything
Everything about you is so easy to love
They're watching you from above

Give me all the peace and joy in your mind
I want the peace and joy in your mind
Give me the peace and joy in your mind

Everything about you resonates happiness
Now I won't settle for less

Give me all the peace and joy in your mind
I want the peace and joy in your mind
Give me the peace and joy in your mind



Mi risuona da ore questa canzone in testa.
Insieme a un'inquietudine infinita che deve essere solo un piccolo cedimento dei nervi per troppa stanchezza.
Un piccolo cedimento dei nervi.
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 01:21 | link | commenti
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mercoledì, maggio 09, 2007

L'oroscopo dei Gemelli:

"Se fossi in te, invece di starmene appeso con le unghie a uno sperone di roccia, mi cercherei qualche altra avventura. Ma se in questo momento ti servono delle emozioni così forti e così cariche di ansia per imparare quello di cui hai bisogno, ti darò il mio permesso astrologico di continuare – ma solo a patto che smetti prima del 20 maggio. Se però vuoi prendere in considerazione modi più sani e costruttivi per esplorare le vie dell'eroismo, ecco qualche suggerimento. Potresti combattere con degli angeli che ti daranno i loro doni solo se lotterai per averli. O interrompere ogni rapporto con i mostri dagli occhi verdi e i succhiatori di anime dal ventre giallo. Oppure potresti tuffarti nell'abisso e cercare di recuperare un tesoro che è stato buttato laggiù tanto tempo fa."

(www.internazionale.it)
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 10:36 | link | commenti (1)
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lunedì, maggio 07, 2007

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 12:06 | link | commenti (3)
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domenica, maggio 06, 2007




"Invisible
I wish i was invisible
And feign to be the wind
...and slam the doors
Whenever you stay home alone
And blow away
The farewell letters
Cause i can't believe!
...i can't believe!
But i'm triyng
Unremarkable
Just another roll of flaws

A birthday cake
Without candles
...but i'm the wind
That breaks off the cross
I'm the wind
And finally i scream!
I can't believe! I can't believe! I can't believe!
I can't believe! I can't believe! I can't believe!
I can't believe! I can't believe! I can't believe!

I can't believe! I can't believe! I can't believe!
...but i'm triyng
And i don't mind where and why
...i'm triyng
And i don't care what i'm praying
I'm a liar!
...but i'm invisible
Please! Please!
Let me believe this"


(A Toys Orchestra)
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 10:56 | link | commenti (4)
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sabato, maggio 05, 2007

C-c-c-c-change

Tenere questo blog inizia ad affaticarmi.
Ho cominciato a togliere la frangetta e domani mi taglierò i capelli.
Ho riflettuto sulle persone: di chi mi fido e di chi no.
Ho appena visto Spiderman 3: mi è piaciuta molto la metafora di Venom che possiede Peter Parker e chissà perché l'ho riferita a me, mi sono chiesta chi e cosa sono o sono stati il mio Venom.
Certe volte mi sento una cosa nera che si ramifica addosso.
Comunque, mi mancano le mie ali.
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 01:44 | link | commenti (8)
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