"Continuavo a pensarci. Dove diavolo vanno le anatre di Central Park in inverno, quando il lago è ghiacciato?" (Holden Caufield)
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"Modesto è l'autunno
come i taglialegna.
Costa molto
togliere tutte le foglie
da tutti gli alberi
di tutti i paesi.
La primavera
le cucì in volo
e ora
bisogna lasciarle
cadere come se fossero
uccelli gialli:
Non è facile.
Serve tempo.
Bisogna correre per
le strade,
parlare lingue,
svedese,
portoghese,
parlare la lingua rossa,
quella verde.
Bisogna sapere
tacere in tutte
le lingue
e dappertutto,
sempre,
lasciare cadere,
cadere,
lasciare cadere,
cadere
le foglie.
Difficile
è
essere autunno,
facile essere primavera."
(Pablo Neruda)
PERSONAGGI e INTERPRETI:
IL JANEFRATELLO
Nel ruolo del fratello minore biotecnologo, ex nano parlante dalla comicità surreale, ammirato e adorato.
COLEI CHE E'
NEL MARE
Nel ruolo di quelbruco.
G.
Nel ruolo di SISTER
L'AMICO A.
Nel ruolo del TUTOR
I FRATELLI MAGGIORI
Nel ruolo di Mucio,
Bab e Johnz.
LA CITTA' TOSSICA
LA CITTA' OBLIQUA
Nel ruolo dei luoghi dove la vicenda si svolge.
IL GURU
Nel ruolo di quello che pare lo sappia sempre.
CAMILLA
Nel ruolo di se stessa.
CONTINUA...
Che è? Non mi credete?
Lo so, è che a me mi capitano tutte le disavventure mattutine che potete immaginare, tipo quando piove e tu ti trascini il trolley per tutta via Mezzocannone, in salita. Ma è che raramente ho la prontezza di spirito di farci una risata su. Una risatina cinica. Autocinica.
Tra chi mi dice che non ho cattiveria critica e chi, scopro, scrive uno splendido blog, stracolmo di ironia (ironia dolce da mandorlamara. questo mi piace. questa è una dimensione che posso capire, che posso conoscere.)
Ma
Ma io non scrivo così. Quasi mai.
Così voi pensate di me che non rido mai e voglio risultare originale, soltanto perché, per dire, ieri notte sono riuscita a passare due ore DUE, ad ascoltare poesie di Pablo Neruda. Lette da Margherita Buy, Ugo Pagliai, Massimo Lopez, Claudio Amendola, Francesca Neri, ovviamente Massimo Troisi.
In sottofondo la musica del Postino o una musica che ci somiglia.
Stiamo facendo lettura di poesie anche a recitazione e io sono l'unica a cui piace, che trova la cosa incantevolmente bella.
Mi piace inventare le parole, per esempio, ma c'è solo una persona con cui lo posso davvero fare e questa persona è nel mare, adesso.
Quando c'è lei io sono divertente e ironica e mi PIACCIO totalmente: allora sarei in grado anche io di scrivere un raccontino leggero e fluido pieno di miominipony e stelline all'henné di Lamù in perizoma. So benissimo che ci riuscirei ma finché lei resta nel mare probabilmente alleggerire questi pesi ridicoli è molto più difficile
molto più difficile di quanto era con lei che ha la malinconia allegra, l'allegria malinconica.
Johnson mi ha girato un po' di settimane fa una catena di S.Antonio e io ieri ho scritto cinque miei inconfessabili segreti, forse è il momento di condividerli con il mondo.
1.Spesso nella mia testa parlo di me in terza persona, come se fossi il personaggio di un romanzo. Di un mio romanzo, ovviamente. Quindi mentre cammino per strada mi faccio tutta la descrizione della scena di me che cammino, particolareggiando sempre il più possibile sull’abbigliamento.
2.Una delle cose che più amo fare è camminare da sola. Volevo scrivere che durante la giornata ho sempre bisogno di camminare da sola per un po’ di tempo, ma la realtà è che piuttosto ho bisogno di stare da sola, per un po’ di tempo. Dover passare l’intera giornata a contatto con altre persone mi irrita a pazzi.
3.Da piccola ho letto innumerevoli volte un libro di un fumettista francese, Jules Pfeiffer, che mio padre teneva in soggiorno. Solo dopo anni ho scoperto che Pfeiffer era un autore di satira e che io capivo il dieci per cento dei veri significati delle cose che scriveva. Però questo mi ha permesso di ragionare un sacco sul senso che un bambino può dare a una cosa come quella, e di farmi un sacco di film. Mi piaceva in particolare una storia che si chiamava “Giorgio nella Luna”. Era una cosa che mi riempiva di malinconia e di una sensazione strana che allora non sapevo identificare come surrealtà. E poi mi piaceva un sacco che Giorgio stesse nella Luna, non sulla Luna.
4.Nutro una vera e propria venerazione per mio fratello minore.
5.Ho letto, riletto e visto e stravisto tutti gli Harry Potter. Conosco a memoria le battute di Mary Poppins e Alice nel Paese delle Meraviglie, ritengo un capolavoro Peter Pan di J.M.Barrie, ogni tanto rivedo vecchi VHS di Cenerentola, Aladdin,
Per farlo, ho pagato il biglietto a chi era venuto con me.
ALDA, ti dirò: se mi leggi, la benedizione di S.Antonio ricade proprio su di TE.
...E quindi pensi di avere voglia di scrivere questo determinato tipo di cosa, e poi subito dopo una cosa completamente diversa, poi esattamente l’opposto della seconda che si incrocia con la prima di 45 gradi a destra. Insomma, caos, e nemmeno caos calmo.
E allora penso ma perché devo scegliere? Perché, in fondo, io non posso scegliere.
Sono talmente tante cose diverse che pensare di conciliarle mi fa ridere. Sono lontana anche solo dall’idea di riuscirci. E pensare di sceglierne una, soltanto una come tutte le persone normali che non vivono sdoppiamenti, pensare di sceglierne una in questo momento suona ingiusto e forzato, suona falso perché comunque non sarebbe la verità.
Non c’è nemmeno mio fratello. C’è solo il suo coinquilino gentile che mi tratta in modo molto gentile. Va a fare la spesa anche per me e prepara spiedini di carni bianche e bruschette strapiene di aglio, poi mette il canale che piace a me e mi taglia delle fette di pane, non mi farebbe fare i piatti se non insistessi.
La sera guardiamo la tv in due letti ai lati opposti della stessa stanza. Commentiamo. Faccio l’uncinetto, come al solito.
Dormo prestissimo, ad un orario che non avrei immaginato solo due settimane fa, e mi sveglio prestissimo, ad un orario che non ricordavo che faccia avesse il mondo, figuriamoci che faccia una città, una città grande dove devo ricominciare a contare gli spostamenti in termini di quarti d’ora e di mezzi pubblici, dove devi avere dietro un’ipod e un libro perché ti servono per passare il tempo in metropolitana.
La metropolitana nuova di Napoli è bella. Le stazioni sono colorate. A seconda del mio umore di quel preciso istante (che non è l’umore della giornata) posso passare da Giovanni Allevi a una certa cartella con delle cose mie, lì le atmosfere variano e sono di vario genere ma la cosa certa è che sono agitate, pensose. Mentre Giovanni Allevi è un pensoso calmo, di quelli da prima mattina.
Osservo continuamente le mappe della metropolitana perché così cerco di capire che aspetto ha la città. Qui non mi sono mai orientata, così decido che comincerò adesso e che riuscirò a muovermi più o meno in qualunque direzione nel minor tempo possibile. Non lo vorrei ammettere, ma mi piace. Mi piacciono molte cose di questa città, ma è ovvio, fin troppo, che ci vuole un post intero soltanto per parlare di questo.
Perlomeno, stavolta, nessuno penserà che io sia troppo felice.
Insomma è finita anche questa settimana e io ho imparato che:
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