"Continuavo a pensarci. Dove diavolo vanno le anatre di Central Park in inverno, quando il lago è ghiacciato?" (Holden Caufield)
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"Modesto è l'autunno
come i taglialegna.
Costa molto
togliere tutte le foglie
da tutti gli alberi
di tutti i paesi.
La primavera
le cucì in volo
e ora
bisogna lasciarle
cadere come se fossero
uccelli gialli:
Non è facile.
Serve tempo.
Bisogna correre per
le strade,
parlare lingue,
svedese,
portoghese,
parlare la lingua rossa,
quella verde.
Bisogna sapere
tacere in tutte
le lingue
e dappertutto,
sempre,
lasciare cadere,
cadere,
lasciare cadere,
cadere
le foglie.
Difficile
è
essere autunno,
facile essere primavera."
(Pablo Neruda)
PERSONAGGI e INTERPRETI:
IL JANEFRATELLO
Nel ruolo del fratello minore biotecnologo, ex nano parlante dalla comicità surreale, ammirato e adorato.
COLEI CHE E'
NEL MARE
Nel ruolo di quelbruco.
G.
Nel ruolo di SISTER
L'AMICO A.
Nel ruolo del TUTOR
I FRATELLI MAGGIORI
Nel ruolo di Mucio,
Bab e Johnz.
LA CITTA' TOSSICA
LA CITTA' OBLIQUA
Nel ruolo dei luoghi dove la vicenda si svolge.
IL GURU
Nel ruolo di quello che pare lo sappia sempre.
CAMILLA
Nel ruolo di se stessa.
CONTINUA...
Al mercatodel prof. candidato
Oggi faccio una cosa un po' così: campagna elettorale. La faccio perché ho sentito dei discorsi bellissimi ultimamente, che mi hanno fatto venire il dubbio che qualcuno ancora creda nella politica e la faccia per ragioni nobili, e la faccio soprattutto perché il mio prof. di linguistica generale è candidato al consiglio comunale a Salerno, e Salerno, se uno la conosce, sa che è una città a grossissimo rischio, diononvoglia vincesse ancora chi l'ha governata gli ultimi anni atteggiandosi da Berlusconi-a-sinistra.
Vi chiedo solo, se siete di Salerno o avete possibilità di raggiungere persone di Salerno dal vostro blog, di cliccare sull'immagine, ovviamente disegnata dal prof. come tutte le altre che ci sono sul suo sito, e fare un giro nel suddetto sito, dove secondo me si respira quantomeno tanto senso critico e cultura, poi uno può essere d'accordo o meno con il prof. D'Agostino detto Lillo, e anzi può stargli anche legittimamente sulle palle se l'ha conosciuto, visto che è il classico tipo dal carattere che dire forte è poco, 'ntussecuso è una parola più consona, ma io personalmente lo adoravo allora e adesso, a mente fredda, lo trovo una persona ancora migliore rispetto a quando il mio voto in linguistica dipendeva effettivamente da lui.
E niente, se siete di Salerno o, dicevo, e siete d'accordo con il tutto, magari potete anche linkarlo. Io ci provo eh.
(post scriptum: bisogna votare anche questo qui)

C'è stato quel periodo in cui ero un fantasma, non so se ero morta o roba simile ma credo roba simile perché non mi vedeva più nessuno, a momenti non mi vedevo neanche io. Quando salivo in macchina la gente vedeva passare quest'auto vuota e chiamava la volante, erano nate certe leggende metropolitane che parlavano di Sleepy Hollow e dell'auto senza testa. Ero un fantasma per tutto quel lungo periodo e così il mio telefono non squillava e avevo tolto la suoneria dei messaggi per constatare che non faceva nessuna differenza. Quando stavo per strada ero un fantasma, lo so perché non comparivo nelle vetrine e non comparivo nei discorsi e a volte, se salutavo, chi salutavo guardava la parete dietro di me immerso in chissà quali pensieri. 
Ma soltanto perché in libreria riconosco più forte la lontananza dei miei genitori da me
Da ragazzina amavo fare questi lunghi temi pieni di parole ad effetto ma adesso non sono più brava con i sinonimi forse succedeva perché allora non sapevo esattamente cosa stessi dicendo
L'anno scorso a quest'ora ero in un pullman pieno di gente strana, diretti verso il concertone di Roma, e questa cosa fatta una volta perché andava fatta non la farò mai più, essendo totalmente folle. In un certo senso è stato bello essere, per una volta, fisicamente lì; però mentre stavo là pensavo al mio salotto, guardare il concertone nel megatelevisore di papà, senza il caldo e senza la gente disumana appicicata addosso, che meraviglia. E comunque il Primo Maggio è una ricorrenza che mi piace, è la mia preferita per motivi che non so bene, ma che forse vanno ricercati solo in un accumulo di cose durante tutti i primimaggi dalla mia adolescenza ad oggi, di canzoni, gitarelle al mare con gli amici del tempo, el pueblo unido e sprazzi di cose di sinistra, zitti zitti nella stanza, per non fare sentire a papà.