A volte le acque del lago si agitano per...

A proposito: il mio MSN livespace...
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LEGGO...

°Marcela Serrano - L'albergo delle donne tristi°
°W.I.T.C.H.°
°Repubblica°

ASCOLTO...

°The Cure°
°The Smiths°


GUARDO...

°Troisi°



A Jane piace...

Il mare, le colline, soprattutto se può girarci in Vespa. Camilla, la sua cagnina appena deforme, i bambini e le cose da bambini, tutti i dolci con particolare predilezione per quelli molli e colorati, budini creme e gelatine. Le piace andare in vacanza in una enorme capitale europea e girarla in bicicletta o in metropolitana e accorgersi di capirla. Leggere e soprattutto scrivere. Capo Nord, e soprattutto arrivarci in macchina ascoltando Noi non ci saremo dei CSI. Gli scrittori sudamericani, Marquez, Allende, Serrano, Amado, ma anche Calvino, Baricco, Neruda e Ungaretti, Stephen King, Jonathan Coe, Neil Gaiman e le meravigliose graphic novel di Dave McKean. Il suo poeta preferito è Nazim Hikmet che però in questa fase si contende i primi posti con Pedro Salinas. Le piace il Corso e passeggiarci di pomeriggio, preferisce da sola, se deve scegliere. Le piace il caffè Roselli e la cioccolata calda al peperoncino, ma anche un tè alla vaniglia e, lì, parlare. Ama la complessità. Ama alla follia il cinema. Le piace da morire Buffy the Vampire Slayer, il telefilm più intelligente del mondo, e ha trovato ILLUMINANTE la visione di Evangelion. Le piace cantare. Le piace il rock ma anche la musica etnica, balcanica, sudamericana, il fado e il tango argentino, ama i Buena Vista Social Club e i cantautori italiani, De André, Rino Gaetano, De Gregori. Ama la musica indie che sta scoprendo poco a poco. Idolatra gli U2 e Tim Burton. Ama l'arte, i fumetti e il teatro. Le piacciono Monet, Rodin e i Peanuts (senza i quali non sarebbe mica stata la stessa persona). Le piace recitare. Le piace chiacchierare fino a tardi con le candele e la Nutella, come si faceva in quella casa piccola di Barcellona. Ama Barcellona, parlare spagnolo e viaggiare. Ama troppe altre cose e lo spazio qui è quello che è.

A Jane NON piace...

Sentirsi ansiosa, agitata (ma le succede spesso), litigare con qualcuno al telefono, essere costretta a vestirsi bene, fingere che le stia simpatico qualcuno che non le piace, dover dire di no alle persone. Andare ai matrimoni di chi non conosce, trovarsi in un ambiente dove tutti sono all'ultima moda e ballano i successi dell'estate, i caffè alla moda del Corso, l'aperitivo per farsi vedere. Non le piacciono l'estremismo e gli intellettuali che fanno gli intellettuali. A Jane non piace vedere allontanarsi le persone anche se spesso va così. Non le piacciono le verdure e nemmeno gli insaccati, fugge davanti al salame a fette. Non le piace rendersi conto di essere grande, crescere e via discorrendo. Non le piace sentirsi invisibile, anche se a volte sì. Non le piace rendersi conto che purtroppo, per l'ennesima volta, ha sopravvalutato. A Jane non piacciono le persone superficiali e poco sensibili, e i mediocri per scelta. Non le piacciono i silenzi pesanti, ma non le piace chi parla in continuazione. Non le piace dormire poco e sentirsi stordita. Non le piacciono le bevande alcooliche a parte la sangria e qualche vino rosso, fatta eccezione per certi goliardici rum e pera. Non le piacciono i ragni, i vestiti firmati e gli orecchini di oro giallo. Non le piace il gel nei capelli e chi fa il cinico per forza.

Che tempo fa oggi nella valle?

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Vi siete tuffati in: *loading*


 



"Modesto è l'autunno
come i taglialegna.
Costa molto
togliere tutte le foglie
da tutti gli alberi
di tutti i paesi.
La primavera
le cucì in volo
e ora
bisogna lasciarle
cadere come se fossero
uccelli gialli:
Non è facile.
Serve tempo.
Bisogna correre per
le strade,
parlare lingue,
svedese,
portoghese,
parlare la lingua rossa,
quella verde.
Bisogna sapere
tacere in tutte
le lingue
e dappertutto,
sempre,
lasciare cadere,
cadere,
lasciare cadere,
cadere
le foglie.

Difficile
è
essere autunno,
facile essere primavera."

(Pablo Neruda)


°Gein°
°BecckOnFlickr°


PERSONAGGI e INTERPRETI:

IL JANEFRATELLO
Nel ruolo del fratello minore biotecnologo, ex nano parlante dalla comicità surreale, ammirato e adorato.

COLEI CHE E'
NEL MARE

Nel ruolo di quelbruco.

G.
Nel ruolo di SISTER

L'AMICO A.
Nel ruolo del TUTOR

I FRATELLI MAGGIORI
Nel ruolo di Mucio,
Bab e Johnz.

LA CITTA' TOSSICA
LA CITTA' OBLIQUA

Nel ruolo dei luoghi dove la vicenda si svolge.

IL GURU
Nel ruolo di quello che pare lo sappia sempre.

CAMILLA
Nel ruolo di se stessa.

CONTINUA...

Nei dintorni del lago c'è questo di bello:































































































lunedì, ottobre 31, 2005

Io e Camilla ce ne stiamo fuori al balcone, a prendere gli ultimi raggi di sole. Ho messo Janis Joplin e ascolto ad occhi chiusi, mentre lei è seduta con la schiena arancione verso di me, seguendo come al solito ogni movimento e ogni rumore della strada.

E mentre sto qui penso che mi piace tanto Halloween. Lo penso proprio perché sto qui, con questi pochi raggi di sole freddo, la montagna enorme a pochi passi dal mio balcone, l’aria immobile e come piena di fumo, di nebbia leggera, che trasforma il sole in una coperta opaca grande quanto la città.

Mi piace un sacco Halloween, anche se quest’anno non ho coinvolto tutti, come gli altri anni, in cose tipo intagliare facce nelle zucche, appendere festoni di ragnatele, conservare la polpa di zucca per farne risotto e torta e biscotti. Ma Halloween mi piace comunque un sacco. Un po’ è perché Halloween è una festa uscita da un film di Tim Burton, che ha un immaginario bellissimo fatto di orrore e di deliziose cose da bambini, di folletti con la testa di zucca e di bambole cadavere, del profumo che ha la zucca quando ci metti dentro una candela e la fiamma sfiora le pareti, della vaga sensazione di pericolo della notte quando anche se dici di no, un po’ancora credi che il mostro spunterà dall’armadio. Di cose come uno strambo cioccolatiere che si diverte a sterminare bambini, come una mela rossa e caramellata che ti uccide al primo morso. Un’immaginario dove una come me, malata di sindrome di Peter Pan, ci sguazza.

Ma Halloween mi piace anche per altri motivi. Mi piace tutto l’inizio di Novembre. Mi piace perché, stranamente, i primi giorni di Novembre non piove mai, e c’è sempre quella famosa nebbia, ma leggera perché al Sud non c’è mai veramente la nebbia, e la coperta opaca del sole, freddo ma caldo insieme, che stranezza. Mi piace uscire e passare davanti al fruttivendolo qui sotto e trovarlo che mette ordine in montagne di castagne e di mele, e attorno sempre quel sole opaco, e la frutta dell’autunno che non ha colori violenti, che riempie di calore la mattina. Mi piace anche vedere mia madre che va a comprare i fiori più belli per la tomba della nonna, e li lascia per una giornata intera in casa, e sono sempre dei fiori allegri che mi fanno pensare con serenità alla nonna. Poi andrà a sistemarli con mia zia, che è una bella donna con i capelli rossi, si somigliano molto e in quest’aria opaca cammineranno insieme raccontandosi cose da sorelle. Mi piace quando finalmente la sera arriva il freddo. Noi bolliamo castagne e ne mangiamo montagne, io me le faccio sbucciare da mamma perché mi scotto le dita, da ventiquattro anni.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 16:39 | link | commenti (7)
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giovedì, ottobre 27, 2005

 

Mi ero incazzata quando avevo letto su Repubblica i commenti di Berlusconi alla prima puntata di RockPolitik di Celentano, soprattutto perché mi era sembrato che chi parla è sempre impotente, che zittirlo è facile e che se non vuoi essere tu quello violento non hai poi molto da fare per ribellarti.

Invece mi sbagliavo perché non poteva esserci risposta migliore di questa puntata, quella che sto vedendo stasera.

Benigni se n'è appena andato, e io so di ripetermi ma davvero non c'è uno più grande di lui. A me piace per molti motivi diversi e stasera si è unito a quella risposta, come tante volte ha già fatto in passato, è arrivato correndo, ha detto cose per cui spero si incazzeranno tutti come bestie, si è spogliato, ha ballato e ha avuto un'ovazione in piedi.

E poi ha parlato di Voltaire, che secoli fa disse: "non sono d'accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo."

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 23:11 | link | commenti (8)
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mercoledì, ottobre 26, 2005

Osservo. Osservo il mio nuovo io egemone che si forma. Perché questo penso: che si sta formando, che sta venendo fuori, e tento di fargli coraggio. E gli dico: io egemone, prendi coraggio, vai, davvero, prova a non avere paura, fai semplicemente quello che senti, se vuoi andare in piscina vai, e se vuoi tornare a recitare fallo, e sai una cosa, tu dovresti fare davvero quel Master di scrittura creativa perché io lo so che è quello che vuoi, perché è quello che sogni e perché puoi farcela. Io egemone, prova a non pensarci stavolta. E se ti viene di essere contento resta contento, e se non capisci il motivo non chiedertelo.

Mentre me ne sto lì che parlo con il mio nuovo io egemone arriva quelbruco. E' il compleanno di Miss F. e si è deciso che si festeggerà insieme. Erano sette mesi che non si stava tutte e tre, ma io mi ricordavo com'era. Mi ricordavo che fosse qualcosa tipo: mangiare schifezze, farsi mille risate in macchina inventando canzoni, e passeggiare per strade, quasi non abbiamo fatto altro, abbiamo camminato per le strade e di questo vi ho già parlato. Nella villa comunale era primavera ed era una di quelle mattine di liceo, la maglietta leggera, le gambe incrociate sulla panchina, la luce fra gli alberi, che bellezza. E poi suonare il pianoforte su uno sgabello troppo stretto. E poi andare a una festa, e lì ci sono tutti, c'è quello alto e bello che sorride sempre, c'è quello che abita a Barcellona a due passi da casa mia e quello carino che parla poco e sbaglia sempre al telefono senza fili e quello nei cui occhi stanno le canzoni e Miss F. e quelbruco. A Miss F. regalano un pupazzo enorme, cosa che dimostra che se ci provi con tutto te stesso non è così difficile capire le persone.

Insomma si sta qui a guardare che cosa succede col mio nuovo io egemone. Intanto fa caldo. Per rassicurare un ragazzo dolcissimo, quei famosi sogni ho deciso di lasciarli volare un po'in giro, almeno per il momento. Stanno bene. Mi hanno mandato un paio di cartoline, perché loro preferiscono scrivere a penna.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 16:58 | link | commenti (8)
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sabato, ottobre 22, 2005

Se mi è piaciuto il nuovo film di Benigni?
Voi volete sapere da me se mi è piaciuto il nuovo film di Benigni? Proprio da me?
Ecco, è che io non sono la persona adatta a parlare di un film di Benigni. Sono prevedibile e scontata perché io adoro Benigni, e quindi il mio giudizio non ha assolutamente alcun valore critico. Io adoro Benigni qualsiasi cosa lui faccia. Lo adoro quando è comico e quando è drammatico. Lo adoro nel numero del Giudizio Universale, che quando lo vidi la prima volta a 14 anni mi fece piangere dalle risate, e dopo ore che l’avevo visto ancora ci pensavo e piangevo. Lo adoro quando recita a memoria canti del Paradiso e poi ne dà una sua spiegazione tutta personale che ti fa chiedere come mai non avevi notato, a scuola, che quella roba fosse così affascinante. Lo adoro quando due minuti dopo averti fatto interrogare sui sensi profondi dell’esistenza snocciola una raffica di incredibili battute caustiche su chicchessia che ti lasciano senza fiato. E adoro i suoi film. Adoro i vecchi film di Benigni, intelligenti, ironici, capaci di uno sguardo dissacrante in maniera unica. E forse di più adoro i nuovi film di Benigni, che adesso mi sento di innalzare su un piedistallo quasi allo stesso livello, “La vita è bella” e “La tigre e la neve”. Adoro Benigni e credo che un film di Benigni insieme a delle musiche di Nicola Piovani sia una di quelle cose per le quali si è fieri di appartenere a quest’umanità. Ho amato qualunque cosa lui abbia fatto, anche la sua riedizione di Pinocchio che non è piaciuta quasi a nessuno, e che secondo me ha delle scene incredibili in cui, come al solito, lui si spinge più vicino di chiunque altro a qualcosa, come un senso, un’interpretazione delle cose, non lo so, non so spiegarlo assolutamente ma credo che qualcuno, per esempio mio padre, l’abbia capito.
Per cui non posso parlare del film di Benigni ma posso dire altre cose: ad esempio che la sala era piena e piena di un pubblico che io, tutto insieme, non ho mai visto prima: gruppi di signore bionde, mamme con bambini e bambine, coppie di adolescenti, gruppi di ragazzi che facevano pure un bel po’ di casino, coppie di persone anziane, vestite bene, eleganti, come sempre vestono gli anziani quando escono la sera. E posso dire che due di loro, di questi signori anziani, erano seduti vicino a me, uno alla mia destra e uno nella fila davanti, accanto alle loro mogli, belle signore bionde con fili di perle al collo. E in un paio di scene io, non so perché, non ho guardato il film ma ho guardato loro. In realtà io sentivo il film, e per guardarlo in un certo senso l’ho guardato: questi due signori eleganti sgranavano gli occhi, sorridevano, come di fronte a una cosa meravigliosa, anzi, come di fronte ad una cosa magica, un ricordo di una cosa magica, il ricordo improvviso che le cose magiche esistono, anche per loro che sono due vecchi signori eleganti, la meraviglia del ricordo che le cose magiche esistono ancora. Uno sguardo da bambini.
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 14:00 | link | commenti (2)
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venerdì, ottobre 21, 2005

"Vorrei farle una domanda, disse il dottor Cardoso, lei conosce i médicins-philosophes? No, ammise Pereira, non li conosco, chi sono? I più importanti sono Théodore Ribot e Pierre Janet, disse il dottor Cardoso, io ho studiato le loro opere a Parigi, sono medici e psicologi, ma anche filosofi, sostengono una teoria che mi sembra interessante, quella della confederazione delle anime. Mi spieghi questa teoria, disse Pereira. Allora, disse il dottor Cardoso, credere che siamo "uno" che possiede un'esistenza propria, slegata dall'incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un' illusione, per lo più ingenua, della tradizione cristiana di un'anima unica; il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché abbiamo varie anime dentro di noi, comprende?, una confederazione che si mette sotto il controllo di un io egemone. Il dottor Cardoso fece una breve pausa e poi continuò. Quello che chiamiamo la norma, o il nostro essere, o la normalità, è solo un risultato, non una premessa, e dipende dal controllo di un io egemone che si è imposto nella confederazione delle nostre anime; nel caso in cui sorga un altro io, più forte e più potente, questo io spodesta l'io egemone e occupa il suo posto, passando a dirigere la coorte delle anime, o per meglio dire, la confederazione, e il suo predominio si mantiene finché non è spodestato a sua volta da un altro io egemone, che sia con un attacco diretto oppure tramite una paziente erosione. Forse, concluse il dottor Cardoso, dopo una paziente erosione c'è un io egemone che ha assunto la direzione della confederazione delle sue anime, signor Pereira, e lei non può fare nulla, può soltanto, eventualmente, assecondarlo.
Il dottor Cardoso finì di mangiare la sua macedonia e si pulì le labbra con il tovagliolo. E cosa posso fare? Chiese Pereira. Niente, rispose il dottor Cardoso, semplicemente aspettare, forse c'è in lei un io egemone che, dopo una lenta erosione, dopo tutti questi anni dedicati al giornalismo scrivendo la cronaca dei fatti, credendo che la letteratura era la cosa più importante del mondo, forse c'è un io egemone che sta prendendo la direzione della confederazione delle sue anime, lo lasci salire in superficie, in ogni caso non può fare nient'altro, non ci riuscirebbe ed entrerebbe in conflitto con sé stesso, e se vuole pentirsi della sua vita, si penta, e se ha voglia di raccontarlo ad un sacerdote, glielo racconti, e per finire, signor Pereira, se lei comincia a pensare che questi ragazzi abbiano ragione e che fino ad ora la sua vita è stata inutile, lo pensi tranquillamente, forse d'ora in avanti la sua vita non le sembrerà più inutile, si lasci trasportare dal suo nuovo io egemone e non compensi la sua sofferenza con il cibo o con limonate piene di zucchero.
Pereira finì di mangiare la sua macedonia di frutta e tolse il tovagliolo che si era messo intorno al collo. La sua teoria è molto interessante, disse, ci rifletterò sopra, mi piacerebbe prendere un caffè, che ne dice?"
 
(A.Tabucchi, "Sostiene Pereira")
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 16:03 | link | commenti (4)
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martedì, ottobre 18, 2005

Love hangs herself
With the bedsheets in her cell
Threw myself on fires for you
10 good reasons to stay alive
10 good reasons that I can't find

Oh, give me a reason to be beautiful
So sick in his body, so sick in his soul
Oh, give me one reason to be beautiful
Oh, and everything I am

Love hates you
I live my life in ruins for you
And for all your secrets kept
I squashed the blossom and the blossom's
dead

Oh, give me a reason to be beautiful
So sick in his body, so sick in his soul
Oh, and I will make myself so beautiful
Oh, and everything I am

Miles and miles of perfect skin
I swear I do, I fit right in
My love burns through everything
I cannot breathe
Miles and miles of perfect sin
I swear, I said, I fit right in
I fit right in your perfect skin
I cannot breathe

Hey, baby, take it all the way...down
Hey, baby, taste me anyway
Oh, you were born
So pretty oh summerbabe
We'll never know...
And fading like a rose

Give me a reason to be beautiful
So sick in his body, so sick in his soul
I'll give you my body, just sell me your soul
Oh, and everything I am will be bought
and sold
Oh, and everything I am will turn hard
and cold

And they say in the end
You'll get bitter just like them
And they steal your heart away
When the fire goes out you better learn
to fake
It's better to rise than fade away.....
Hey you were right
Named a star for your eyes
Did you freeze did you weep
Turn to gold, baby, sleep
Hey honey mine
I was there all the time
And I weep at your feet
And it rains and rains

(onair - Hole - Reasons to be beautiful)

giorni orsono qualcuno parlava delle emozioni forti...

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 14:00 | link | commenti (6)
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lunedì, ottobre 17, 2005

Oggi lo scrivo anch’io un post ermetico. In perfetto stile quelbruco, chi vuole intendere intende e io dico tutto senza dire nulla. Mi sono svegliata e avevo una faccia come se avessi la febbre e invece probabilmente era un’altra cosa, era un rumore come di sogni che scappavano da tutte le parti e come di una testa che passa di continuo dal lato in ombra a quello in luce, dal lato reale a quello fantastico dove tutto è divertente e dove tutti ti sono amici e i ragazzi ti sorridono col sorriso più dolce del mondo. Ma poi ti viene freddo, ti si arricciano i capelli, ti viene mal di stomaco, e non sorridi più né tu né loro e ti ricordi improvvisamente che stavi solo facendo finta di essere da un’altra parte, che non stai studiando e che non stai comprando cd e che non stai ritirando i tuoi libri fotocopiati e che non stai facendo le telefonate che hai promesso e che tutto ti sta sfuggendo di mano perché volevi solo essere in un posto più bello di questo, e ti sei lasciata andare ed hai sognato che quel posto era reale e tu stessa hai cominciato a dissolverti agli occhi di tutti come quel famoso bambino fantasma che cerca i suoi amici nascosti per un nascondino che non finirà mai più. E hai di nuovo questa immagine delle bolle che ti scappano dalla testa che poi ad un certo punto diventano un’unica bolla, una bolla che preme sulle pareti della mente che all’interno è completamente vuota, si è svuotata perché durante questa notte, non so perché, i sogni se ne sono scappati da tutte le parti. Questa mattina di buon ora facevano un rumore assordante, affollavano un grande albero vicino al porto di Salerno, ho idea che stessero aspettando che io gli dessi qualche direttiva, se restare lì, se andare da qualche parte, al Sud.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 15:17 | link | commenti (5)
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venerdì, ottobre 14, 2005

"Ninna nanna pe ‘sta criatura

che va pe ‘mmare dint’a notte scura

duorme ca si t’adduorme presto

nun vene la tempesta



Duorme duorme ca ‘sta carretta

si duorme po’ naviga’ cchiù in fretta

naviga naviga tutto o mare

c’avimmo attraversare



Naviga navga e nun se stanca

si ‘sta criatura vene da Sri Lanka

naviga naviga e nun se sperde

si vene ‘a Capoverde



Duorme e sonna tutte e giardine

‘e chesta terra ca s’avvicina

chesta terra ca t’appartene

si ce sta chi te vo’ bene



Ninna nanna pecché stu mundo

chillu dio che l’ha criato l’ha fatto tundo

e ce sta posto pe’ tutte quante

si l’ha fatto accussì grande"

(Eugenio Bennato)

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 14:24 | link | commenti (6)
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...O almeno così medita talvolta Bill Denbrough svegliandosi il mattino di buon'ora dopo aver sognato, quando quasi ricorda la sua infanzia e gli amici con cui l'ha vissuta.

Fine.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 11:02 | link | commenti (1)
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mercoledì, ottobre 12, 2005

(the light just radiates - Hole)

Giornata piena di sensazioni buone. Solo che poi come al solito quando mi vengono le sensazioni buone io comincio ad analizzarle. Non posso farne a meno. Questo non è neanche brutto perché in fondo mi piace pensare e quando penso tanto, e sono dell’umore giusto, mi sembra di capire cose importanti.
Così: pensieri di oggi. Oggi che la giornata l’abbiamo passata all’università a far da guida ai ragazzi stranieri, rispondere alle domande, fare i punti di riferimento insomma. E io adoro essere punto di riferimento. Adoro conoscere ragazzi stranieri. Quando le due cose si presentano insieme, io non potrei chiedere niente di più a una giornata. Così passo questa bellissima giornata all’Università, quando torno sono le sei di pomeriggio, a casa mia c’è solo mia madre ed è nervosa. Perché sono stata tutta la giornata fuori, e perché mio fratello se n’è andato a Napoli di nuovo. Sono stata fuori fino ad ora: è vero, ma ne avevo un gran bisogno, non vedevo l’ora di sentirmi di nuovo così, mi sento utile e mi sento simpatica e probabilmente davvero il lato migliore del mio carattere viene fuori in situazioni come queste. Mi sento rilassata e serena e mia madre, che è sempre disposta ad alzarsi nel cuore della notte per farmi una tisana quando mi sveglio con un attacco di ansia, è nervosa. Non è mai riuscita a fare un semplice collegamento: se io faccio questo, e mi sento bene, non avrò più attacchi di ansia.
E allora penso: in fondo io ho bisogno di fare questo, io ho bisogno di sentirmi così. Non ti senti così, nella vita normale, Jane? Non mi sento così. Perché forse è troppo tardi per sperare di sentirsi così restando qui, perché normalmente le persone che mi sono attorno, tranne rare eccezioni come lo splendido Janefratello, Miss F. e quelbruco, tirano fuori il peggio di me, mi fanno diventare nervosa e intollerante e irritabile e irritante perché mi sento poco apprezzata e giudicata in base a idee preconcette vecchie di anni e mi vedo circondata da un inutile teatrino di stupidi rapporti sociali e così io cambio, sono una brutta copia di me stessa e quando dicono che ho un brutto carattere hanno ragione, ma solo per metà.
Ho pensato questo e ho pensato che comunque, comunque vadano le cose, in fondo io mi sento una persona migliore. Ho aggiustato delle cose che non mi piacevano, ho accumulato una riserva di forze che non avrei mai posseduto, solo qualche anno fa. Sono diventata più sicura, in grado di gestire cose nuove. Sono diventata più comprensiva e mi interessano un sacco di cose e riesco a contare fino a dieci prima di arrabbiarmi e ho capito che se Maometto non va alla montagna, la montagna prende le chiavi dell’Opel corsa, i documenti, si arma di coraggio e va. Tutto questo è un percorso che io probabilmente sto facendo da anni, ma che ha avuto un’incredibile accelerazione da Barcellona in poi, y abre tus puertas al mundo and cry (grita), come alive (vive).
 
Non è finita. Capita che un giorno, parlando, la butto lì, mi sento dire delle cose, e poi le cose mi appassionano e ne dico altre e quando ho finito mi rendo conto che mi piace quello che ho detto.
E quello che mi sono sentita dire è: “Io voglio diventare una persona onesta, e colta, e con la mente aperta.”
Onesta, e colta, e con la mente aperta.
Onesta, e colta.
Onesta.
 
E questo, in questo momento preciso che scrivo, è difficile.
 
 
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 13:12 | link | commenti (6)
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sabato, ottobre 08, 2005

 
 
Lo ammetto: ultimamente sono vittima di un attacco di infantilismo. In realtà ne sono vittima praticamente da sempre, ma adesso mi si è intensificato perché due mesi fa sono stata a Disneyland, e da allora si sono moltiplicati i sintomi e sempre più spesso le persone intorno a me restano sconcertate.
 
Però ultimamente sto anche leggendo It di nuovo, e c'è questo rito, il rito di Chud, il rito per sconfiggere It, che credo funzioni solo se si è capaci di un atto di fede assoluta, e questo significa credere in qualcosa in cui probabilmente non crede nessun'altro o in cui comunque non credono i grandi. Se è così, io non sono mai diventata grande e forse ho ancora qualche possibilità di sconfiggere It.
 
Vi confesso una cosa: c'è una parte di me che ancora crede. Crede che anche se sei solo una ragazza normale, un giorno puoi diventare una principessa e farti portare a cavallo al bellissimo castello dove vivrai felice per tutta la vita. Una parte di me crede che anche la più brutta delle bestie può avere un cuore gentile e rivelarsi un principe bellissimo dentro e fuori. Ma soprattutto una parte di me crede che se ne hai bisogno, dei topolini si metteranno a lavorare per te e ti cuciranno un bellissimo vestito per il ballo. E tu non sarai più l'insignificante ragazza normale, ma una bellissima dama che ballerà per tutta la notte sopra una scalinata di cristallo e d'argento. Una parte di me crede che se voli via, quasi per gioco, e vai in un'isola dove tutto succede per gioco, riuscirai a non diventare mai grande. Che gli animali ti ascoltano quando racconti delle storie e canti per loro, e che se esprimi dei desideri qualcuno probabilmente li esaudirà per te. E se ti comporti veramente bene sarai premiato da una bellissima fata vestita d'azzurro.
 
Che se scegli il pane nero piuttosto del pane bianco, ti spunterà una stella sulla fronte e non una coda d'asino, che anche se il lupo mangia i sette capretti loro usciranno dalla pancia vivi e felici, che un elefante può volare, che si può prendere il tè sul soffitto, che si entra nei disegni a gessetto, che gli spazzacamini sono felici, che per volare serve la polvere di fata, che i gatti suonano il jazz nelle soffitte, che si corre per battere il diavolo, che dal labirinto, alla fine, si esce sempre.

 
"She is saying that she thinks she could get well again if children believed in fairies.
...Do you believe in fairies? Say quick that you believe. If you
believe, clap your hands!"

(J.M.Barrie, Peter Pan)
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 14:49 | link | commenti (13)
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mercoledì, ottobre 05, 2005

Quando sono con gli spagnoli, non lo so, ma mi sembra di assorbire quella loro gentilezza. Quella per cui una ragazza non si sente a disagio se si ritrova da sola con diversi ragazzi spagnoli. Mi è successo sempre ogni volta che ho conosciuto qualcuno di loro, così credo di poter dire che è una cosa da spagnolo, tipica. Un ragazzo spagnolo il più delle volte, anche se sa si essere bello, non se la tira. Ti mette a tuo agio trattandoti con cameratismo. Ti fa ridere e non lo fa con un secondo fine. Un ragazzo spagnolo non è inopportuno, non è sfacciato, se gli interessi è carino con te ma non ti pressa, non ti infastidisce. I ragazzi spagnoli ti fanno offerte di amicizia assolutamente disinteressate. Quando dicono che puoi andare a trovarli quando vuoi non lo fanno per cortesia, loro vogliono davvero che tu vada. Quando sei con i ragazzi spagnoli c'è sempre quest'atmosfera distesa, divertente, piena di amicizia che senti in boccio, nascere, come fresca. O forse sono io, chi lo sa.

Comunque adesso che ci sono degli stranieri, come tutte le volte, mi metto a pensare all'Italia. Guardavamo la cartina, e uno di loro, meravigliato, mi fa notare che comunque tutte le città italiane, anche quelle piccole o dimenticate, hanno sempre qualcosa di bello: una torre, un castello, colline verdi, resti di antiche mura, scogliere o un anfiteatro. Questo ragazzo ha ragione. Ogni volta che ci sono degli stranieri a me comincia a venire voglia di portarli dappertutto, di mostrargli ogni cosa. Anche se io ne ho viste solo una piccola parte. Mostrare le Dolomiti quando diventano rosa e alle elementari ci insegnavano che si dice "l'enrosadira". Quel laghetto del Piccolo Paradiso che una volta scoprimmo, per caso, in viaggio, io e miei genitori, e vicino crescevano le fragole selvatiche. Tornare in macchina nel Chianti dove il verde è a perdita d'occhio, girare senza meta per i colli fin quando compare un paesino, minuscolo, con una piccola trattoria gestita da quattro universitari e mangiare il cinghiale e bere vino rosso, andare a Firenze e meravigliarti ancora una volta di quanto le persone sono gentili, restare commossi davanti alla veduta del Ponte Vecchio che hai visto trecento volte, guardare le vetrine delle gioiellerie dove non comprerai niente neanche stavolta. Camminare per Via dei Fori Imperiali di mattina ancora presto quando c'è meno gente, girare i vicoli di Verona cercando il cancello della casa di Giulietta. Ma soprattutto potrei mostare ai ragazzi stranieri i limoni più grandi del mondo, comprati alle bancarelle della strada per Amalfi. Andarci in motorino a maggio, quando i profumi esplodono, quando il mare comincia a sentirsi, salato, dall'alto della strada, e si sente alloro dietro una curva, bouganville dietro l'altra, e un odore denso di sale dappertutto. Guardare da mare la barche ferme di notte nel porto di Cetara. Andare a nuoto alla spiaggia del Buco, sotto la torretta di Erchie, quando è bassa marea. E dopo un'ora di motorino, sedere a Minori alla Pasticceria De Riso, profumata di limoni, a mangiare la torta ricotta e pere.

E a voi, cosa piacerebbe mostrargli?

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 18:16 | link | commenti (14)
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(oh I can't be near you, the light just radiates - Hole)

C'è stato, "in queste ore", un uragano sulle coste del Messico. Al tg4 dicono che ci sono moltissimi danni e decine di vittime. Vorrei sottolineare che al tg4 dicono SOLO questo. Poi hanno passato un altro servizio. Non ci hanno detto che tra qualche ora sarebbe arrivato, non ci hanno fatto vedere gente in fuga, non c'è stata nessuna webcam che ti permetteva di seguire quello che succedeva in Internet, nessun esperto ha passato la sua giornata a comunicare al mondo occidentale che l'uragano era forza 5, adesso forza 3, adesso forza 4. Questo povero uragano ispanoamericano dimenticato non ha neanche un nome proprio.  

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 13:55 | link | commenti (4)
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martedì, ottobre 04, 2005

 

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 23:53 | link | commenti (6)
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domenica, ottobre 02, 2005

Meraviglia...una meraviglia. Ieri sera Piazzetta Largocampo a Salerno improvvisamente era piazza Catalunya a Barcellona, era il Lungosenna, era Largo do Rossio, erano tutti i posti del mondo in cui i ragazzi si conoscono, parlano tre, quattro lingue diverse per capirsi, ridono, diventano amici. Io e la signorina F., subodorata la cosa, ci sguazzavamo. Un ondata di ragazzi stranieri, quasi tutti spagnoli, un francese, qualche polacco. Salerno non ne è mai stata così piena. O forse gli altri anni eravamo noi che non ce ne accorgevamo. Ma ieri sera è stato come fare un salto indietro di sei mesi, e ho riconosciuto il posto perché erano quei vicoli del mondo, tutti uguali, dove si parla uno strano creolo fatto un po' di tutto e dove nei bilocali a poco prezzo vivono i ragazzi che studiano, lavorano lì per qualche mese, e non hanno nessun problema, mai, a trovarsi. Quelli che erano usciti con noi, tutti gli altri italiani, non si sono neanche avvicinati, e hanno creduto che fosse un sabato qualunque. E, penso io, non solo per problemi di lingua.

Miss F., quelbruco, siamo cambiate? E cosa siamo diventate noi?

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 15:24 | link | commenti (9)
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Oggi sono vestita così.....

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 15:12 | link | commenti
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