A volte le acque del lago si agitano per...

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LEGGO...

°Marcela Serrano - L'albergo delle donne tristi°
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GUARDO...

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A Jane piace...

Il mare, le colline, soprattutto se può girarci in Vespa. Camilla, la sua cagnina appena deforme, i bambini e le cose da bambini, tutti i dolci con particolare predilezione per quelli molli e colorati, budini creme e gelatine. Le piace andare in vacanza in una enorme capitale europea e girarla in bicicletta o in metropolitana e accorgersi di capirla. Leggere e soprattutto scrivere. Capo Nord, e soprattutto arrivarci in macchina ascoltando Noi non ci saremo dei CSI. Gli scrittori sudamericani, Marquez, Allende, Serrano, Amado, ma anche Calvino, Baricco, Neruda e Ungaretti, Stephen King, Jonathan Coe, Neil Gaiman e le meravigliose graphic novel di Dave McKean. Il suo poeta preferito è Nazim Hikmet che però in questa fase si contende i primi posti con Pedro Salinas. Le piace il Corso e passeggiarci di pomeriggio, preferisce da sola, se deve scegliere. Le piace il caffè Roselli e la cioccolata calda al peperoncino, ma anche un tè alla vaniglia e, lì, parlare. Ama la complessità. Ama alla follia il cinema. Le piace da morire Buffy the Vampire Slayer, il telefilm più intelligente del mondo, e ha trovato ILLUMINANTE la visione di Evangelion. Le piace cantare. Le piace il rock ma anche la musica etnica, balcanica, sudamericana, il fado e il tango argentino, ama i Buena Vista Social Club e i cantautori italiani, De André, Rino Gaetano, De Gregori. Ama la musica indie che sta scoprendo poco a poco. Idolatra gli U2 e Tim Burton. Ama l'arte, i fumetti e il teatro. Le piacciono Monet, Rodin e i Peanuts (senza i quali non sarebbe mica stata la stessa persona). Le piace recitare. Le piace chiacchierare fino a tardi con le candele e la Nutella, come si faceva in quella casa piccola di Barcellona. Ama Barcellona, parlare spagnolo e viaggiare. Ama troppe altre cose e lo spazio qui è quello che è.

A Jane NON piace...

Sentirsi ansiosa, agitata (ma le succede spesso), litigare con qualcuno al telefono, essere costretta a vestirsi bene, fingere che le stia simpatico qualcuno che non le piace, dover dire di no alle persone. Andare ai matrimoni di chi non conosce, trovarsi in un ambiente dove tutti sono all'ultima moda e ballano i successi dell'estate, i caffè alla moda del Corso, l'aperitivo per farsi vedere. Non le piacciono l'estremismo e gli intellettuali che fanno gli intellettuali. A Jane non piace vedere allontanarsi le persone anche se spesso va così. Non le piacciono le verdure e nemmeno gli insaccati, fugge davanti al salame a fette. Non le piace rendersi conto di essere grande, crescere e via discorrendo. Non le piace sentirsi invisibile, anche se a volte sì. Non le piace rendersi conto che purtroppo, per l'ennesima volta, ha sopravvalutato. A Jane non piacciono le persone superficiali e poco sensibili, e i mediocri per scelta. Non le piacciono i silenzi pesanti, ma non le piace chi parla in continuazione. Non le piace dormire poco e sentirsi stordita. Non le piacciono le bevande alcooliche a parte la sangria e qualche vino rosso, fatta eccezione per certi goliardici rum e pera. Non le piacciono i ragni, i vestiti firmati e gli orecchini di oro giallo. Non le piace il gel nei capelli e chi fa il cinico per forza.

Che tempo fa oggi nella valle?

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Vi siete tuffati in: *loading*


 



"Modesto è l'autunno
come i taglialegna.
Costa molto
togliere tutte le foglie
da tutti gli alberi
di tutti i paesi.
La primavera
le cucì in volo
e ora
bisogna lasciarle
cadere come se fossero
uccelli gialli:
Non è facile.
Serve tempo.
Bisogna correre per
le strade,
parlare lingue,
svedese,
portoghese,
parlare la lingua rossa,
quella verde.
Bisogna sapere
tacere in tutte
le lingue
e dappertutto,
sempre,
lasciare cadere,
cadere,
lasciare cadere,
cadere
le foglie.

Difficile
è
essere autunno,
facile essere primavera."

(Pablo Neruda)


°Gein°
°BecckOnFlickr°


PERSONAGGI e INTERPRETI:

IL JANEFRATELLO
Nel ruolo del fratello minore biotecnologo, ex nano parlante dalla comicità surreale, ammirato e adorato.

COLEI CHE E'
NEL MARE

Nel ruolo di quelbruco.

G.
Nel ruolo di SISTER

L'AMICO A.
Nel ruolo del TUTOR

I FRATELLI MAGGIORI
Nel ruolo di Mucio,
Bab e Johnz.

LA CITTA' TOSSICA
LA CITTA' OBLIQUA

Nel ruolo dei luoghi dove la vicenda si svolge.

IL GURU
Nel ruolo di quello che pare lo sappia sempre.

CAMILLA
Nel ruolo di se stessa.

CONTINUA...

Nei dintorni del lago c'è questo di bello:































































































martedì, aprile 26, 2005

 

 

Quattro film in un solo pomeriggio. E poi il giorno dopo, io, da sola, al parco del Mercatello, a Salerno. Con la salopette e la maglia di lana. Fa ancora freddo. Con il lettore mp3 rubato a mio fratello. Colonna sonora: Massive Attack, Teardrop. Perché sono venuta a Salerno? Cosa ci faccio a Mercatello a quest'ora? E' quasi ora di pranzo e io ho la macchina parcheggiata fuori. Non ricordo. Il sole se n'è andato e le nuvole iniziano a rincorrersi come bambine. Passa un uomo, è nero, ha lunghi capelli ricci, neri. Lo guardo, perché mi hanno insegnato ad avere paura di persone così. "Stai comoda, stai comoda bella. Buona giornata. E buona fortuna."

 Ho riacceso il lettore mp3, mi sono sdraiata sulla panchina. E chissà perché, ho pensato a Luna.

 Luna aveva i capelli lunghi e neri e adesso non li ha più. Li ha tagliati come fanno le ragazze quando vogliono dimenticare qualcosa. A me piaceva pettinare Luna, e per finta intrecciandole i capelli lunghi e ricci la strattonavo, per farla innervosire. Comunque Luna ha questi capelli neri ed è molto pallida, per cui appena la vedrete vi spiegherete il suo nome.

Luna quando eravamo lì aveva un viso leggermente diverso, ci giurerei. Forse perché era più disteso e mi ricordava una bambola di gomma, quelle per bambini molto piccoli, per cui i loro tratti sono intrisi di allegria e di leggerezza, incantevoli. Luna adesso che siamo qui sembra sempre dipinta, ma qualcosa nel suo viso è cambiato, i suoi occhi sono più grandi e le danno un’aria appena drammatica, come se una tensione leggera l’accompagnasse sempre, rendendola ancora più dipinta ma stavolta ad acquerello, antica.

 Io ho conosciuto Luna in un giorno caldo, caldissimo, e non credevo che in un giorno così avrei mai potuto conoscere un’amica. Perché io odio il caldo e il caldo mi rende scontrosa ed elettrica, insopportabile. Per questo di solito quando c’è caldo io me ne sto da sola, che poi è una cosa che mi riesce molto bene perché non sono proprio una persona socievole. Solo qualcuno sa qual è la parola giusta per disattivare la mia antipatia quando c’è caldo, e Luna chissà come l’ha scovata, eppure ero certa di averla lasciata in custodia a mio fratello, sotto uno dei cuscini di camera sua. Ma Luna l’avrà trovata e non ha pensato che io fossi antipatica, ma quando lo ero mi rispondeva peggio o rideva, e faceva ridere anche me.

 

 

Luna abita in campagna. Ha una villetta e dei prati, un boschetto col tappeto di edera e un grosso cane. Un barbecue all’aperto, una scala di pietra e un fratello intelligentissimo. Anche Luna è intelligentissima ma in modo semplice, molto diverso dalle persone che ho conosciuto finora, che hanno sempre amato sfoggiare quello che sapevano e fare gli artisti. Luna è un’artista ma non lo sa, e l’unica cosa che le piace sfoggiare è un delizioso senso dell’umorismo e un’incredibile capacità di interpretare le cose in modo divertente e malinconico insieme. E poi quello che sfoggia è un sorriso intramontabile che partiva la mattina in corridoio, quando compariva con i capelli incredibilmente sconvolti e mi trovava con la tazza di caffè sul divano, già reduce da un paio d’ore di studio. Il sorriso di Luna sa essere molte cose, luminosissimo quando è allegra, gentile, comico, perfino un sorriso spaventato. Abitare con Luna voleva dire avere la casa invasa di merendine al cioccolato, un divano soporifero da condividere, e sentire miagolare dalla sua stanza la mattina, quando ci informava che si era svegliata.

 

 

Luna non è tenera quando pensa che tu abbia sbagliato. Dice quello che pensa fino in fondo e poi ti porta a fare un giro in bicicletta per scordarti del perché piangevi. Luna una volta si è seduta alle mie spalle per più di mezz’ora cercando di convincermi che stavo sbagliando ad essere arrabbiata, e io facevo finta di restare testardamente della mia idea ma in fondo mi veniva da sorridere per come Luna non si alzava e restava lì ad insistere e aveva a cuore quel mio problema, e sorridendo appena restavo di spalle e dicevo di no.

Io e Luna abbiamo camminato per le strade. Abbiamo camminato per strade piccolissime e fredde mangiando dolci, piazzette e vicoli visti cento volte dove lei riusciva puntualmente a perdersi. Abbiamo camminato per le grandi strade luminose piene di luci e di ricchezza, per le piazze che esplodevano, sature di vita e di gente e di voci e tra i venditori di castagne e i musicisti e le luci di Natale. Abbiamo camminato alle quattro di notte, alle due del pomeriggio, abbiamo camminato in supermercati e mercatini, in ristoranti e porticati, in parchi e rampe di scale, in corridoi del terzo piano e spiagge accecanti e tanto, tanto in metropolitana. E adesso ogni tanto, la mattina, penso che mi piacerebbe allungare un orecchio, così, oltre la porta. E dalla stanza accanto sentire un miagolio.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 14:13 | link | commenti (13)
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domenica, aprile 17, 2005

"...per esempio una poesia, rispose l'avvocato, pochi versi, potrebbe sembrare una sciocchezza, ma potrebbe anche essere una cosa fondamentale, per esempio: <<Tutto ciò che ho conosciuto, Tu me lo scriverai per ricordarmelo, Con lettere, E così anch'io, Ti dirò tutto il passato. >>
L’avvocato tacque. Aveva allontanato il piatto e la sua mano tormentava il tovagliolo.
- Holderlin, continuò, è una poesia intitolata Wenn aus der Ferne, e cioè Se dalla Lontananza, è una delle ultime. Diciamo che ci possono essere persone che aspettano lettere dal passato, le sembra una cosa plausibile nella quale credere?
- Forse, rispose Firmino, potrebbe essere plausibile, anche se mi piacerebbe capire meglio.
- Semplice, mormorò l’avvocato, lettere dal passato che ci spieghino un tempo della nostra vita che non abbiamo mai capito, che ci diano una spiegazione qualsiasi che ci faccia afferrare il senso di tanti anni trascorsi, di quello che allora ci sfuggì, lei è giovane, lei aspetta lettere dal futuro, ma supponga che esistano persone che aspettano lettere dal passato, e forse io sono una di queste, e magari mi spingo a pensare che un giorno mi arriveranno.
Fece una pausa, accese uno dei suoi sigari e chiese:
- E  sa come mi immagino che mi arriveranno? Faccia uno sforzo.
- Non ne ho la minima idea, rispose Firmino.
- Ebbene, disse l’avvocato, in un pacchettino tenuto insieme da un fiocco rosa, proprio così, e profumato di violetta, come nei peggiori romanzi d’appendice. E io quel giorno avvicinerò questo mio orribile nasone al pacchettino, disferò il fiocco rosa, aprirò le lettere e capirò con chiarezza meridiana una storia mai capita prima, una storia unica e fondamentale…”
 
(Antonio Tabucchi, “La testa perduta di Damasceno Monteiro”)
Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 19:51 | link | commenti (10)
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sabato, aprile 16, 2005

Mi mette sempre di buon umore parlare col bruco. ;)

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 11:35 | link | commenti (5)
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venerdì, aprile 15, 2005

C'è una canzone che pensi non possa non conoscere??

Ebbene, la scarico!

Sentiamola, sentiamola, sentiamola!!!

Leggiamo i libri che stanno nell'area "Da leggere"....TUTTI! TUTTI! Tutta la saga dei Malaussène di Pennac, gli ultimi di De Carlo, Pinocchio e certe mostruose palle di Zola. LEGGERE, USCIRE, ED ISCRIVERSI IN PALESTRA.

Quando mi alzerò da qui.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 12:00 | link | commenti (2)
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giovedì, aprile 14, 2005

(Premessa: non cominciate a leggere questo post, è pesante, noioso, non è divertente e i blog dovrebbero essere divertenti. Parla delle scoperte che si fanno di fronte agli specchi giusti e queste non sono quasi mai piacevoli.)

Cara Jane, è arrivato il momento di fare quattro chiacchiere io e te. Tu sei una tipa strana Jane, tu pensi troppo, tu pensi infinitamente e te l'hanno detto tante volte che non si fa,  ma tu testarda ti ostini e continui ad essere sempre la solita vecchia Jane. Ma giochi Jane, sono tutti giochi che succedono solo nella tua mente, sei come il personaggio del libro che hai prestato al bruco, ti guardi da fuori e fai finta di essere bellissima e piena di stile, ti descrivi e scrivi le tue avventure, scrivi pagine e pagine nella tua testa che parlano di Jane che se ne va per la strada piena di stile e meraviglia. Sei come Snoopy Jane, hai mille identità, sei l'asso volante della Prima Guerra Mondiale, sei il terribile avvoltoio, sei in fuga dal temibile Barone Rosso perché questo ti diverte, ma ti fa sentire anche più lucida, più in grado di capire, di destreggiarti in una strana realtà che scappa da tutte le parti. Però è un gioco Jane, e tu lo dimentichi spesso.

Oggi però improvvisamente l'hai ricordato. E ti sei sentita a disagio. Perché Jane? E' che hai conosciuto questa persona, tutto è stato abbastanza surreale, lei avrebbe dovuto essere una specie di tua nemica, una specie di rivale o comunque è così che la pensavano tutti, che la pensavi anche tu fino a che lei non ti ha telefonato, ti ha proposto di incontrarvi, è stata carina e gentile, e tu Jane sei stata carina e gentile con lei, avete riso e scherzato e siete state amichevoli l'una con l'altra come fosse la cosa più normale del mondo. La famosa persona che avrebbe dovuto aleggiare su di voi, quella che il bruco conosce sotto il nome di Ansiaman, non aleggiava. Era un oggetto di conversazione come gli altri. Lei ne parlava con disinvoltura e tu Jane, ascoltavi con serenità e comprensione. Volevi mostrarle serenità e comprensione Jane, perché pensavi che le meritasse, e perché pensavi che sarebbe stato nobile da parte tua, e perché pensavi che ti avrebbe divertito che qualcuno passasse e vi vedesse ridere, saresti diventata l'argomento del giorno e questo non poteva che divertirti in questa città di morti, di invidiosi cronici, di ipocriti. Sii onesta Jane, se lei ti fosse piaciuta di più, intendo di più come donna, non saresti stata così bendisposta. Invece è una ragazza normale, niente nella sua persona colpisce, ha dei modi spicci forse una punta di troppo, è cordiale in un modo che a te non riesce, non ha un viso interessante, è appena gradevole, ha quasi ventisei anni, sono troppi. Ma sono chiare le cose che la rendono speciale: è una persona forte, pratica, spigliata, sveglia, è in grado di rispondere a tono a chunque e non c'è chi possa tenerle testa, forse è quasi sgarbata ma questo è ottimo per lei, considerando di chi stiamo parlando, considerando chi è Lui. Ecco: lei gli tiene testa. Lui ha bisogno di questo. Lei non si lascia mettere in difficoltà e anche se condivide molti dei tuoi giudizi negativi su questa specie di giungla che avete attorno, questa giungla non la spaventa, lei coi suoi modi spicci e sgarbati la controlla, forse la domina e la sua identità, sei pronta a scommetterci, è una sola. Eccoci al punto Jane.

E' stata così carina e gentile con te, ti ha messa a tuo agio, ti ha mandato un sms, dopo, per dirti che le aveva fatto piacere conoscerti. Eppure tu, mentre torni a casa, sei a disagio. Perché? Ti conosco, ti stai fermando a pensare di nuovo. Stai pensando a lei, a te, a come eravate d'accordo su molte cose eppure così diverse in tutto. Tutti dicono che vi somigliate ma non è vero. E questo ti ha spaventato. Riconoscere la sua persona forte, decisa, allegra e priva di drammaticità, è stato come trovarsi davanti a uno specchio dove tutto era rivoltato, al contrario, e tu ci passavi dentro e capivi molto bene chi eri, e non sapevi se ti piaceva. Siete così diverse anche di aspetto, lei bassa e magra, lunghi capelli neri, occhi scuri, tutto nella sua persona è scuro e scattante, tu sei alta e così innaturalmente chiara per il posto dove abiti, gli occhi azzurri che non sopportano il sole, i riccioli intorno alla fronte, gli orecchini colorati, l'unica cosa scura che, a cercar bene, ti si trova addosso, è il giubbotto di finta pelle nera che ti sei messa perché volevi sembrare più cattiva ma non ci sei riuscita, tanto hai questi riccioli e questa espressione sognante e dimostri tre quattro anni in meno e non sembreresti mai cattiva o decisa, nemmeno se ti impegnassi. Dietro allo specchio c'eri tu che non inganni nessuno, silenziosa, poco socievole, con quest'aria un po' altrove, abilissima con i bambini, ti commuovi per niente, ti innamori di tutto, te la prendi per tutto, è bianco o nero, non conosci l'equilibrio, non sei pratica e non sei pragmatica e tutto per te parla, è problematico, non puoi ignorare niente perché le cose ti parlano anche se non vuoi. Jane tu sei un grumo, e lei era così semplice, così solare. più che altro: così lineare. E lei sta lì e va d'accordo con tutti, e tu te ne sei andata, e io rispetto le tue scelte e secondo me hai fatto benissimo eppure come ti sei sentita lontana, dolorosamente lontana, per la prima volta. Però certo ,questo non glielo dirai mai, vuoi mettere la soddisfazione di mostrarti così equilibrata e tranquilla...

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 14:15 | link | commenti (6)
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mercoledì, aprile 13, 2005

stanchezza?

 

occhio alla nutella giorgialotaringia!

Una goccia nel lago di quelbruco alle ore 13:47 | link | commenti (7)
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"Solo voy con mi pena, sola va mi condena, correr es mi destino por no llevar papel, perdido en el corazon de la grande Babylon..."

Così: mi sono svegliata, che pensavo fosse molto tardi e invece erano le otto, con il rintocco delle campane (per otto volte) e un gran mal di testa. Sapevo già la ragione e sapevo che non mi sarebbe semplicemente passato con il caffè, come tante altre volte. Sapevo che avrei dovuto prendere l'Aulin, che avrei dovuto seguire con pazienza per ore il suo lento dissolversi, non avevo fame e ho mangiato mezzo biscotto, per riempirmi lo stomaco. Cosa devo fare? Studiare, vestirmi, fare certi lavori in camera mia e portarmi avanti coi lavori di casa, così che mamma quando torna non si stancherà molto. Non ho sentito nessuno, da un po' di tempo se squilla il telefono non è per me quasi mai. Mio fratello si è alzato verso le dieci, aveva fatto tardi, si è vestito in fretta e io gli ho detto di guardare fuori e vedere se era il caso di mettere un giubbotto, ma non c'era bisogno di guardare fuori perché qui è sempre uguale: bianco, opaco, intriso di umido sempre in agguato. Il mal di testa non se ne va ancora e io penso che oggi devo lavorare, e penso al mal di Spagna, che dicono arrivi un mese dopo il ritorno. Ed è vero perché io stamattina non riesco a togliermi dalla testa un certo angolo di strada e un certo pomeriggio in cui passeggiavo con somewhere over the rainbow in cuffia e pensavo che i miei problemi si erano dissolti, che i problemi non avevano alcuno spazio di esistenza nel mondo. Mi sento semplicemente sola? Oppure non riesco ad accettare di aver puntato sui cavalli sbagliati? Qualcuno si diverte a prendermi in giro, altri non li vedo da una vita, ad altri non interessa se io sono qui o a seimila chilometri. C'era qualcuno con cui avevamo delle cose in sospeso, che adesso non serve più chiarire. E poi c'è qualcuno con cui si ride, si può pure piangere, e sembra che finalmente non sei più solo. Ma li ho lasciati sparpagliati per diverse città, e quella giornata che giocavamo per strada al gioco dei mimi, e quell'altra che con due candele accese dicemmo proprio tutto, ma tutto quello che mai avremmo pensato di dire, e qualcuno andò a prendere un vasetto di Nutella, sono lontane nel tempo e soprattutto nello spazio.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 11:20 | link | commenti (2)
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martedì, aprile 12, 2005

C'è qualcuno che non ha proprio un cazzo da fare, per cui qualche giorno fa mi ha spedito un messaggio anonimo (il tale conosce il mio numero di cellulare...) raccontandomi che il mio ex-ragazzo, meglio conosciuto come Ansiaman (il bruco lo sa bene) e la sua nuova ragazza o presunta tale se ne stavano sugli spalti di uno stupido torneo a sparlare di me, poi oggi torno a casa già di pessimo umore dall'università e trovo una mail, presumibilmente della stessa persona, che non si firma e scrive da un indirizzo sconosciuto, e ancora a parlarmi di questa tipa e di dov'è, nome e cognome, descrizione fisica, insomma tutta la mail (lunga) è incentrata su questo simpatico argomento, tra l'altro lasciando intendere che questa tipa non piace a colui che scrive, che colui che scrive preferisce me, corredata di indicazioni su come trovarla "se la vuoi vedere" e intitolata "lei ti sta rubando la vita". Il colui che scrive non si firma e non si manifesta, ma mi scrive "ancora non mi hai chiamato per prendere un caffè da quando sei tornata" e "ti voglio bene", rendendo questa mail la più grande presa per il culo della storia. Il colui che scrive conosce mio fratello e mi suggerisce di rivolgermi a lui per ulteriori informazioni (mio fratello...la persona più discreta, gentile, intelligente del mondo).

Ora, caro colui che mi hai ripetutamente scritto. Ma chi cazzo di coglione di questa città di merda sei?

Andate a fanculo tutti. Voi piccoli ipocriti pieni di voi stessi che non conoscerete mai il mondo. Per fortuna del mondo.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 13:38 | link | commenti (1)
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domenica, aprile 10, 2005

Domenica mattina. La domenica mattina, non si sa perché, a casa di Jane una strana alchimia rende le persone folli e grottesche. Questo non succede sempre, ma qualche volta succede. Per esempio, capita che la signora Maria, abbracciata all'aspirapolvere, accenni passi di danza sulle note di Ramazzotti nei giorni peggiori, Vecchioni in quelli migliori. Vi giuro che succede. Siccome Jane non vuole essere da meno, la domenica mattina ama ballare in pigiama, presa da un'improvvisa gioia esistenziale che scatta solo se mettete in sottofondo la canzone giusta. Come qualcuno ricorderà, questa cosa non le capita solo la domenica mattina. 

Un certo giorno, Jane in pigiama, quelbruco a sbattere tacchi e talloni.

Ma se torniamo a oggi, ecco cosa stavo ascoltando e così la piazzo qui a tutto volume e vi auguro una buona domenica rock.

 

Radiohead - Anyone can play guitar

Destiny, destiny protect me from the world
Destiny, hold my hand protect me from the world
Here we are with our running and confusion
And I don't see no confusion anywhere

And if the world does turn
And if London burns I'll be standing on the beach with my guitar
I wanna be in a band when I get to heaven
Anyone can play guitar
And they won't be anything anymore

Grow my hair, grow my hair
I am Jim Morrison
Grow my hair
I wanna be wanna be wanna be Jim Morrison

Here we are with our running and confusion
And I don't see no confusion anywhere
And if the world does turn
And if London burns I'll be standing on the beach with my guitar
I wanna be in a band when I get to heaven
Anyone can play guitar
And they won't be anything anymore

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 12:05 | link | commenti (5)
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venerdì, aprile 08, 2005

Amici...di...

Una goccia nel lago di quelbruco alle ore 19:11 | link | commenti
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E' uno di quei momenti brutti, ma brutti senza motivo che prendono Jane come un colpo di vento alla schiena in altalena ( l'interessata capirà la citazione...)

Jane nervosa. Perché? Contro chi? Jane nervosa e non in vena di domande.

Ma vi racconto una storia così come è andata: accendo la tv, stamattina, sveglia come spesso intorno alle 11, c'è la messa per il Papa. E a un certo punto, c'è il segno di pace. Tutti i capi di stato del mondo, forse non erano tutti ma era come se lo fossero, si scambiano un segno di pace. Vedo distintamente George Bush ruotare qua e là e stringere mani. E ci sono due cose che mi passano per il cervello. Uno, questa scena è ridicola. Due, questa scena è incredibile.

Poi, esco in strada e tutte le serrande dei negozi sono abbassate a metà in segno di lutto. La città è silenziosa e surreale.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 13:58 | link | commenti (8)
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venerdì, aprile 01, 2005

P.S.

Come molti di voi nemmeno io sono credente, non so se davvero esiste tutto quello di cui lui ha sempre parlato, non so se credere nel nulla o mantenere una residua speranza, ma penso una cosa. Di sicuro, lui, troverà qualcuno ad aspettarlo. Con le braccia aperte.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 19:46 | link | commenti (13)
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Ci sono uomini da rispettare e basta.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 13:31 | link | commenti (7)
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