"Continuavo a pensarci. Dove diavolo vanno le anatre di Central Park in inverno, quando il lago è ghiacciato?" (Holden Caufield)
![]()
"Modesto è l'autunno
come i taglialegna.
Costa molto
togliere tutte le foglie
da tutti gli alberi
di tutti i paesi.
La primavera
le cucì in volo
e ora
bisogna lasciarle
cadere come se fossero
uccelli gialli:
Non è facile.
Serve tempo.
Bisogna correre per
le strade,
parlare lingue,
svedese,
portoghese,
parlare la lingua rossa,
quella verde.
Bisogna sapere
tacere in tutte
le lingue
e dappertutto,
sempre,
lasciare cadere,
cadere,
lasciare cadere,
cadere
le foglie.
Difficile
è
essere autunno,
facile essere primavera."
(Pablo Neruda)
PERSONAGGI e INTERPRETI:
IL JANEFRATELLO
Nel ruolo del fratello minore biotecnologo, ex nano parlante dalla comicità surreale, ammirato e adorato.
COLEI CHE E'
NEL MARE
Nel ruolo di quelbruco.
G.
Nel ruolo di SISTER
L'AMICO A.
Nel ruolo del TUTOR
I FRATELLI MAGGIORI
Nel ruolo di Mucio,
Bab e Johnz.
LA CITTA' TOSSICA
LA CITTA' OBLIQUA
Nel ruolo dei luoghi dove la vicenda si svolge.
IL GURU
Nel ruolo di quello che pare lo sappia sempre.
CAMILLA
Nel ruolo di se stessa.
CONTINUA...
Post stanco.
Tu credi che io non capisca?
E invece potrei far semplicemente finta di non capire.
Di solito non mi sento così splendida come le persone che pensano che io sia splendida dicono che io sia.
Ma in cambio mi sento molto più spettacolare di quanto pensano quelli che non pensano nulla di buono di me.
Avere un esame venerdì mi stressa. Meglio mangiare un budino.
Parlare di Barcelona. E pensare a Barcelona. Parlare e pensare a Barcelona è possibile solo se sei dentro Barcelona. Penso, in un pullman notturno N6 gremito di strani nottambuli del mercoledì. Che cosa fanno per strada, di notte, di mercoledì? E tu, Jane, cosa fai? Sì, giusto, d'accordo.
Così mentre è notte e la città scorre intorno (scorre, un verbo che mi piace moltissimo, è quello che dovrebbero fare sempre le cose, mi piace immaginare che lo facciano di continuo), io appoggiata al vetro penso a Lei, alla città, BarceLona con una sola elle come dicono qui e come ormai diciamo anche noi, e penso che non si può parlare di Barcelona e che non si può pensare a Barcelona se non sei dentro, anche dentro un bus notturno, ma meglio ancora per la strada, meglio ancora se è intorno al tramonto o di mattina presto o di profonda notte. Non puoi, perché Barcelona è una cosa che non passa per la tua testa ma che ti tocca svariati organi interni difficilmente commentabili a parole. Diciamo che in questo famoso pullman, ti rendi conto che qualcosa, diciamo come una polvere, polvere di fata o di Barcelona che sia, si è depositata in questi famosi organi interni, e non se ne andrà mai più. Quello che puoi fare, tornata a casa, è postare una bellissima canzone che forse, qualcosa in più di te, la dice.
I had this perfect dream
-un sueno me envolviò
This dream was me and you
-tal vez estas aquì
I want all the world to see
-un instinto me guiaba
A miracle sensation
My guide and inspiration
Now my dream is slowly coming true
The wind is a gentle breeze
-el me hablò de ti
The bells are ringing out
-el canto vuela
They’re calling us together
Guiding us forever
Wish my dream would never go away
Barcelona - it was the first time that we met
Barcelona - how can I forget
The moment that you stepped into the room you took my breath away
Barcelona - la musica vibrò
Barcelona - y ella nos uniò
And if God willing we will meet again someday
Let the songs begin
-dejalo nacer
Let the music play
Make the voices sing
-nace un gran amor
Start the celebration
-ven a mi
And cry
-grita
Come alive
-vive
And shake the foundations from the skies
Ah,ah,shaking all our lives
Barcelona - such a beautiful horizon
Barcelona - like a jewel in the sun
Por ti seré gaviota de tu bella mar
Barcelona - suenan las campanas
Barcelona - abre tus puertas al mundo
If God is willing
-if God is willing
If God is willing
Friends until the end
Viva - Barcelona
(Queen & Montserrat Caballé)
"Attenziò, concentraziò, ritmo e vitalità..."
La mamma è sempre la mamma! ( 'a mamma è sempe a' mamma...)...ieri sera, non fosse stato per mia madre che a telefono mi ha chiesto "ma non vai alla festa Erasmus?", probabilmente non mi sarebbe venuto mai questo enorme scrupolo di coscienza che mi ha fatto sentire terribilmente in colpa per essermi chiusa in casa, che mi ha fatto andare in soggiorno e proporre alla mia coinquilina linguista ormai inghiottita dal divano "perché non ce ne andiamo al Boveda?"...sguardo scioccato della suddetta linguista...attimi di indecisione...alle undici e mezza, vestite praticamente "per casa", in scarpe da ginnastica e cappotti, si prende la ben nota metro, linea gialla, destinazione Bogatell, sulla porta del Boveda ci salutano con HOLA e un ticket che dà diritto ad un disgustoso chupito gratis...e comincia la serata più goliardica, anarchica, più divertente della storia!!! Il Boveda ormai ci è ben noto per la solita compilation che parte in sordina a mezzanotte, si scalda e tocca l'apice nel quarto d'ora rock delle due, per poi calare di livello artistico con l'house e spegnersi lentamente insieme alla nostra energia....e invece ieri sera NO!!! Eh NO!!! Qualcosa è cambiato, DJ in stato di grazia, allegria come allo stato liquido nell'aria, parte Shiny happy people dei R.E.M., parte musica Ska, parte il Sirtaki greco e parte il ballo di gruppo, tutti sottobraccio, parte (per la prima volta) Smells like teen spirit...io e la famosa linguista non ci crediamo, si balla per il puro piacere di ballare e si zittiscono i segnali del corpo che quasi non può materialmete tenere dietro alla folle notte del Boveda, carrer Pallars 97, Barcelona...
...ci si conosce, si salta insieme, ci si sorride, si ride, ci si dimentica della vita fuori perché è chiaro che quello che è importante è solo che siamo lì, che abbiamo ventitre anni, che le mie gambe terranno duro fino a quando riaprirà la metro, fino a quando c'è da saltare.
Here we are now, entertain us!!!
SMELLS LIKE TEEN SPIRIT.
E allora. Il blog sta progredendo, ci ha messo quasi un anno, ma alla fine si è risvegliato dal suo torpore...e sta entrando in una fase diciamo adolescenziale, qualche brufolo, la voce diversa, l'html che colora di puberale peluria le sue guancie. (
)
Io e la mia coinquilina, che non è linguista per caso, ci siamo applicate con pazienza da amanuensi e nella casetta di Barcellona ci iniziamo alle meraviglie dell'html...avete notato che begli animaletti, disegnini, scrittine, sono comparse qua e là in giro?
Intanto noi spinte da non si sa quale input abbiamo deciso di andarcene alla festa Erasmus. E nessuno l'avrebbe mai immaginato solo due ore fa. Vediamo come va.
Cadde tanto in basso - nella mia considerazione
- che lo udii battere in terra
ed andare a pezzi sulle pietre
in fondo alla mia mente -
(Emily Dickinson)
"Ti farò male più di un colpo di pistola...
....è appena quello che ti meriti"
(Subsonica)

"Volo! So volare!" strideva euforica dal vasto cielo grigio.
L'umano accarezzò il dorso del gatto. "Bene, gatto, ci siamo riusciti" disse sospirando. "Sì, sull'orlo del baratro ha capito la cosa più importante" miagolò Zorba. "Ah sì? E cosa ha capito?" chiese l'umano.
"Che vola solo chi osa farlo" miagolò Zorba.
"Immagino che adesso tu preferisca rimanere solo. Ti aspetto giù." lo salutò l'umano.
(Luis Sepùlveda)
"Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere
Dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
E avere la pazienza delle onde di andare e venire
Ricominciare a fluire
Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare
A tutti quelli che partono, scappano o sono
sospesi
Per giorni, mesi, anni
In cui ti senti come uno che si è perso
Tra obiettivi ogni volta più grandi
Succede perchè in un istante tutto il resto diventa invisibile
Privo di senso ed irraggiungibile
per me
Succede perchè fingo che va sempre tutto bene
Ma non lo penso in fondo
Torneremo ad avere più tempo e a camminare
Per le strade che abbiamo scelto che a volte fanno male
Per avere la pazienza delle onde di andare e venire
E non riesci a capire....
Succede perchè in un istante tutto il resto diventa invisibile
Privo di senso ed irraggiungibile
per me
Succede anche se il vento porta tutto via con sè
Vivendo
Ricominciare a fluire"
In attesa che venga a trovarmi un amico, mi prendo la libertà di rubare una citazione dal suo blog. Anche perché ci stavo pensando giusto ieri sera, e magicamente quello che pensavo si è coagulato in parole di Voltaire.
"L’amicizia è un tacito contratto fra due persone sensibili e virtuose. Dico sensibili perchè un monaco, un solitario, può essere una persona dabbene e vivere senza conoscere l’amicizia. Dico virtuose, perchè i malvagi hanno soltanto dei complici, i gaudenti, dei compagni di baldoria, i cupidi dei soci, i politici raccolgono attorno a sè dei partigiani, i soliti sfaccendati hanno delle relazioni, i prinicipi, dei cortigiani; ma solo gli uomini virtuosi hanno amici."
Voltaire
Io ieri sera pensavo questo a proposito dell'amore. Ipotizzavo. Che solo una persona buona è capace di amore. Secondo me.
"Lost in translation". Regia di Sofia Coppola. Con la bellissima e antipatica Scarlett Johansonn e il surreale Bll Murray. Accartocciate sul divano io e la mia coinquilina linguista. Trecento grammi di popcorn, un plaid tricolore, una serata immobile con la città attorno che gira gira gira romba si muove si sbatte e non capisce che è inutile. Ma il nostro quartiere è sospeso in un racconto di elfi, in un film ambientato a Tokio con grandi panoramiche e persone che non riescono a dormire. Come la sottoscritta. In casa, grosse risate. Calma distesa. Riecco di nuovo quel senso di qualcosa in arrivo.
PER FAVORE, ve lo chiedo in ginocchio con umiliata disperazione....come cazzo si inseriscono le immagini?? Mi sento il blog triste e nudo.
Che si scrive per sé stessi non è vero, in realtà si scrive per gli altri, si scrive perché si legga e perché qualcuno magari ci risponda, si scrive perché c'è qualcosa che vogliamo dire ma non ha senso dire a nessuno, se c'è qualcosa che vogliamo dire è perché vogliamo che qualcuno ci ascolti e non vogliamo restare soli, a parlare nella migliore delle ipotesi con una distesa di aria e di vuoto sotto i nostri piedi urlando contro il famoso cielo. Si scrive per comunicare, o si scrive per esprimere? Ecco la domanda, e non esiste una risposta, o meglio non esisterebbe se non mi fossi accorta negli ultimi tempi della solitudine, di come la solitudine se ne sta nascosta anche nelle pieghe dei rapporti sociali e delle serate brilanti e di tutti i bei vestiti che compriamo. Sembra incredibile, ma la solitudine mi ha atteso dietro l'angolo anche a Barcellona. We hope that you choke, that you choke.
Di me che cosa dicono? E' difficile saperlo, ma si può provare ad immaginarlo, anche se forse è un errore. Ma lo faccio lo stesso. Dicono che sono introversa, dicono che non amo i divertimenti e che dovrei sforzarmi, lasciarmi andare di più, fare anche finta di divertirmi se proprio non mi riesce, perché poi, se faccio finta, il resto verrà da sè. Dicono che dovrei stare zitta in alcune situazioni in cui è più opportuno stare zitti, che dovrei fare buon viso a cattivo gioco, che dovrei essere più furba: anche se hai ragione tu, dai ragione a loro. Dicono che dovrei parlare quando non parlo, perché se parlassi di sicuro farei più colpo e poi spingerei le persone a parlarmi, a telefonarmi, ad invitarmi alle feste e alle uscite serali, quelle in cui si va nei posti dove ci si diverte.
C'è stato un certo momento della mia vita in cui mi è importato di quello che potessero dire di me gli altri. Non escludo che questo momento della mia vita possa continuare, domani potrebbe importarmi di nuovo ma in questo momento non mi interessa. Ma la cosa è meno semplice di quanto sembra. E' più complicata perché io non sono una di quei ribelli, quelli che se ne fregano e ne vanno fieri, quelli che al mio paese suonano nei gruppi metal, si tagliano i capelli cortissimi, non sono nemmeno quella ragazzina magrissima che sempre al mio paese vedo ogni giorno in piazza vestita tutta di nero e di tulle con degli anfibi pesanti e i capelli lunghissimi, con l'aria di una che sta lì ma potrebbe essere benissimo da un'altra parte, per quello che le interessa. E' più complicato perché a me i posti e le persone piacciono, mi innamoro di loro continuamente e non riesco a mentenere la giusta distanza che mi farebbe sentire ferma e al sicuro da qualunque comportamento, da qualunque parola, da qualunque gesto volontario o involontario perché niente potrebbe, a quel punto, avere la forza e l'importanza per potermi ferire. Invece non è così: IO NON SONO CINICA. Ma noto, credo, ho capito, che il cinismo è richiesto in questo mondo. Chi non ce l'ha resta indietro. Seriamente.
(please could you stop the noise I'm trynagetsome REST??????)
Così adesso ho un problema: sto pensando a cosa fare, ma ancora non ho trovato una soluzione adeguata. Me ne sto in casa, studio, leggo, guardo dei film, a vole esco, meno di quanto vorrei, dormo, sogno, vado in giro, mangio, scatto fotografie, parlo con la gente, parlo a telefono, leggo ancora, compro fumetti, compro vestiti, parlo con mia madre, e intanto penso a una soluzione che non arriva. Sentendomi ogni giorno un po' più amareggiata, un po' più silenziosa, un po' più vicina a quell'atavico disinteresse che rende tutti forti e presuntuosi, un po' meno simpatica. E non me ne frega un cazzo.
Alex, amico mio,
finita questa lettera scenderò per via dei Colli, via San Mamolo, via D’Azeglio e via Farini a cavallo della mia celebre vespa special, mi fermerò in piazza Minghetti, di fronte alle poste,imbucherò la lattera, forse prenderò un gelato (mi va un gelato alla frutta con le amarene sopra), tornerò indietro, lascerò la vespa in giardino, mi chiuderò in casa e distruggerò tutti i quadri che si sono comprati i miei per far bello questo posto di morti.
Mi fa troppo schifo vivere così, e ci sono troppo dentro per cambiare.
Comunque, i miei sono dei poveretti. Non è per loro che ho deciso. È per me.
Ho pensato e pensato, vecchio mio. E le mie conclusioni sono queste: se sei un barbone, un drogato, un immigrato, un albano, sei fottuto. Ti isolano, sei fuori dal gruppo. Poi, il gruppo ti lascia più o meno in pace e in disparte all’inizio, fino a quando non ne fai una troppo grossa, e allora finisci in galera.
Se invece sei una persona normale, rispettabile, se sei nel gruppo, bene o male lavori per il gruppo. E questo non vuol dire necessariamente essere onesti. Anzi. I capi del gruppo sono tipo gli amici dei miei, gran stronzi pieni di soldi che cercano di controllare la gente. Con i partiti, con le censure, con i gruppi economici. Ne sai a pacchi di queste cose, tu, che sei una specie di inkazzato sociale.
Il gruppo è tutta la merda che ci danno da mangiare, giusto. Ecco, io credo che se ne esca o essendo intelligentissimi, spiritualmente liberi come i monaci buddisti o i grandi filosofi, e allora ci si innalza; oppure prendendo il sacco a pelo e andando a vivere alla stazione o nei campi nomadi, e allora ci si abbassa. A me la prima soluzione non mi va. Troppo dura. E poi l’unica cosa intellettuale che faccio è guardare dei film. E la seconda non mi va perché a fare i barboni ci si ammala quasi subito e si diventa pieni croste e malati e bruttissimi.
C’è pure un terzo modo, alla fine: un salto fuori dal cerchio che ci hanno disegnato intorno.
Mi fa solo un po’ schifo pensare a come sarà il mio corpo.
Ieri notte ho sognato i pompieri che entravano in casa buttando giù la porta e trovavano il mio cadavere. Ero sdraiato per terra a pancia in su. Il pompiere era grosso, sui cinquanta, aveva i baffi neri, mi sollevava la testa e diceva: "Povero ragazzo" come nei film.
Ma sono a posto con me stesso, sai Alex?, perché è la prima grande cosa che faccio. Tutto il resto me l’avevano insegnato, questa storia l’ho progettata e decisa io.
Alex, amico mio, sono sereno, non credere.
Ti abbraccio e ti saluto con tutta la forza.
Non lasciare che ti sottomettano. Non dimenticarmi.
Martino
serata di merda,ma non fino a 15 minuti fa.
è bastata solo una canzone...tanto quanto basta per farmi cadere...
E' una sera di fine inverno a Barcellona, dopo una giornata che sembrava di inizio primavera. Ma solo in apparenza. Perché poi io e la mia coinquilina linguista, dirette al Porto Vecchio per conciliare sole e studio all'ombra dei gabbiani, abbiamo dovuto arrenderci al freddo pungente travestito da gran bella giornata. Quindi è fine inverno. Dopo una giornata di umore altalenante, una serata di umore triste, dopo aver rivisto "Il Corvo", in inglese (meraviglioso) e dopo circa una decina d'anni dall'ultima volta, sono tornata qui e ho fatto un giro per blog che conoscevo, scoprendo che dopo Dakrua (il suo blog non si apre neanche più, chissà da quanto tempo è chiuso...) un'altra triste notizia mi attendeva: anche Simona ha chiuso il blog, proprio quello che più mi piaceva, che mi faceva ridere e mi faceva pensare tante volte "ah, questo l'ho pensato anch'io". Qualcuno ha per caso qualche riferimento, un indizio, un indirizzo, qualcosa che mi porti da Simona? Mi dispiace tanto perderla di vista....
....ok con questo post sentimentale si chiude la mia giornata non particolarmente meritevole di memoria.
Le intrusioni degli ultimi mesi sono opera della mia coinquilina, Stella, uno strano personaggio un po' eremita, un po' clown, un po' linguista e un po' mina vagante.
Qualcuno sa come si inseriscono le immagini?? Splinder mi ha spiazzato con certi cambiamenti di look che come sempre, date le mie competenze informatiche, mi mandano in crisi con poco.
Smack.
"I don't need...I don't need to hear you say
that if we weren't so alike you'd like me a whole lot more..."
Pur a Barcellona, pur nel Caos, sono ancora viva e mi ricordo di voi...sono curiosa di fare un giro per i vostri blog e vedere cosa è cambiato nelle vostre vite....se solo avessi un po' di tempo, lo farei, penserei a un romanzo, lo scriverei, farei delle frittelle, me ne andrei in giro ma fuori ci dovrebbe essere un bel sole. Intanto ascolto il nuovo cd degli U2.