"Continuavo a pensarci. Dove diavolo vanno le anatre di Central Park in inverno, quando il lago è ghiacciato?" (Holden Caufield)
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"Modesto è l'autunno
come i taglialegna.
Costa molto
togliere tutte le foglie
da tutti gli alberi
di tutti i paesi.
La primavera
le cucì in volo
e ora
bisogna lasciarle
cadere come se fossero
uccelli gialli:
Non è facile.
Serve tempo.
Bisogna correre per
le strade,
parlare lingue,
svedese,
portoghese,
parlare la lingua rossa,
quella verde.
Bisogna sapere
tacere in tutte
le lingue
e dappertutto,
sempre,
lasciare cadere,
cadere,
lasciare cadere,
cadere
le foglie.
Difficile
è
essere autunno,
facile essere primavera."
(Pablo Neruda)
PERSONAGGI e INTERPRETI:
IL JANEFRATELLO
Nel ruolo del fratello minore biotecnologo, ex nano parlante dalla comicità surreale, ammirato e adorato.
COLEI CHE E'
NEL MARE
Nel ruolo di quelbruco.
G.
Nel ruolo di SISTER
L'AMICO A.
Nel ruolo del TUTOR
I FRATELLI MAGGIORI
Nel ruolo di Mucio,
Bab e Johnz.
LA CITTA' TOSSICA
LA CITTA' OBLIQUA
Nel ruolo dei luoghi dove la vicenda si svolge.
IL GURU
Nel ruolo di quello che pare lo sappia sempre.
CAMILLA
Nel ruolo di se stessa.
CONTINUA...
Me ne vado due settimane in Portogallo. Voi chi più chi meno siete tutti in giro e non c'è proprio una gran vita da queste parti negli ultimi giorni. Ci sentiamo quando torno. Ma vi lascio con una canzone bellissima che mi è tornata in mente oggi. Ed è una di quelle cose che non so benissimo cosa significano, ma mi sembra sempre che rispecchino me. Trovate che sia preoccupante?
Ah, un bacio Nem, te che sei al lavoro. ![]()
Lo vedi tu com'è... bisogna fare e disfare.
Continuamente e malamente e con amore, battere e levare.
Stasera guardo questa strada e non lo so dove mi tocca andare.
Lo vedi, siamo come cani. Senza collare.
Lo vedi tu com'è... è prendere e lasciare.
Inutilmente e crudelmente e per amore, battere e levare.
Ma non lo vedi come passa il tempo?
Come ci fa cambiare? E noi che siamo come cani. Senza padroni.
So che tu lo sai perfettamente, come ti devi comportare.
Abbiamo avuto tempo sufficiente per imparare.
E poi lo sai che non vuol dire niente dimenticare.
E tu lo sai che io lo so e quello che non so lo so cantare.
Lo vedi tu com'è... come si deve fare.
Precisamente e solamente, battere e levare.
Vedo cadere questa stella e non so più cosa desiderare.
Lo vedi, siamo come cani. Di fronte al mare.
F.De Gregori
"Tu stive 'nzieme a n'ate,
je te uardaje...
e primm'e ra 'o tiempo all'uocchie e s'annamurà già se facette annanz'o core...
A mme, a mme, o'ssaje comme fa 'o core quanno s'annammora...
Tu stive 'nzieme a mme,
je te uardavo,
ma comm'è succieso, l'ammore ca è fernuto.
Ma je nun m'arrendo, je ce voglie pruvà.
Po' se facette annanz 'o core e dicette:
Ah, ce vuò pruvà...e pruovace, je me ne vaco, o 'ssaje comme fa 'o core quanno s'è sbagliato."
Massimo Troisi.
Ma perché splinder non salva le modifiche all'ultimo post? Quel colore è veramente un pugno in un occhio! Ne va dell'estetica di questo favoloso template......![]()
Ho notato che tra il caldo, l'apatia e ipocondrie varie, la sezione autobiografica scarseggia un po' negli ultimi giorni...perciò è d'obbligo un po' di riassunto. Cominciamo dalla scorsa settimana. Non sembra una cosa eclatante, ma giovedì sera sono uscita con ben sei persone e questa se mi conosceste un po' bene capireste che è una cosa vicina all'unicità ultimamente. Queste sei persone facevano parte di quello che consideravo il mio gruppo e nel quale poco tempo fa le mele marce si sono rivelate per quello che erano. Ma erano persone che non si vedevano sempre, frequentatori un po' più sporadici e che poi si sono rivelati essere i migliori. Così per una serata sono riuscita a radunarli quasi tutti e non era niente di speciale, era stare seduti in sette intorno a un tavolo in un posto che era lo Scumm Bar di Monkey Island, 
con un cocktail analcoolico davanti a detta di tutti troppo dolce, ma poi tutti chiedevano assaggini, a raccontare cose stupide e a scoprire che faceva un po' fresco e che un ragazzo che al liceo portava jeans lisi e veniva nella mia classe a scrivere frasi di canzoni alla lavagna intitolando il tutto "kontrokultura" si è trasformato in un ingegnere un po' sovrappeso zerbinato da una ragazza di tre anni più grande che vive praticamente in casa sua stravaccata in un letto.
Questa serata un po' surreale che si è conclusa davanti alla cornetteria a truccare manifesti di stupide serate di cabaret e imitare un professore necrofilo che ci fa troppo ridere, è una serata preziosa. Forse non si capisce perché, ma è così.
Sabato pomeriggio mi sono messa in macchina, e invece di andare al mare ho cominciato a salire in collina, ma avevo lo stesso un costume addosso e un asciugamano nello zaino. Mi avevano raccontato di un posto dove, certi giorni d'estate, un fiume di montagna viene deviato e inonda una cittadina, e si scende nelle strade a fare a secchiate d'acqua con perfetti sconosciuti ridendo come pazzi. Bè, era vero. Non riuscivo a credere a quanto ridevo. Se state da queste parti dovete assolutamente andarci, portatevi un secchio e scarpe di gomma e andate alla "Chiena a Campagna" mettendo in conto che vi ridurrete come se foste appena usciti da una piscina, completamente arrossati per le secchiate in piena schiena.
E poi mi son fatta una giornata in barca. Con un sole dolce e un dondolio un po' meno dolce. Seduta a prua, un gabbiano sulla destra faceva a gara con la barca e io fingevo di essere un gabbiano. I gabbiani sono uccelli bellissimi.
Quando ho fatto il giochino stupido della sfilza inutile di domande a tema musicale alla voce "una canzone per riflettere" avevo messo questa. Era un po' che non la sentivo e mentre adesso la risento, ho pensato che qualcuno di voi magari non la conosce e vale la pena rimediare. Scusate la lungaggine.
"Non avrai altro Dio all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.
Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che riguargitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:
ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:
Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.
Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:
guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:
ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore".