A volte le acque del lago si agitano per...

A proposito: il mio MSN livespace...
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RobertoColorato
Silvietta
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SospesoNelTempo
Voa
















LEGGO...

°Marcela Serrano - L'albergo delle donne tristi°
°W.I.T.C.H.°
°Repubblica°

ASCOLTO...

°The Cure°
°The Smiths°


GUARDO...

°Troisi°



A Jane piace...

Il mare, le colline, soprattutto se può girarci in Vespa. Camilla, la sua cagnina appena deforme, i bambini e le cose da bambini, tutti i dolci con particolare predilezione per quelli molli e colorati, budini creme e gelatine. Le piace andare in vacanza in una enorme capitale europea e girarla in bicicletta o in metropolitana e accorgersi di capirla. Leggere e soprattutto scrivere. Capo Nord, e soprattutto arrivarci in macchina ascoltando Noi non ci saremo dei CSI. Gli scrittori sudamericani, Marquez, Allende, Serrano, Amado, ma anche Calvino, Baricco, Neruda e Ungaretti, Stephen King, Jonathan Coe, Neil Gaiman e le meravigliose graphic novel di Dave McKean. Il suo poeta preferito è Nazim Hikmet che però in questa fase si contende i primi posti con Pedro Salinas. Le piace il Corso e passeggiarci di pomeriggio, preferisce da sola, se deve scegliere. Le piace il caffè Roselli e la cioccolata calda al peperoncino, ma anche un tè alla vaniglia e, lì, parlare. Ama la complessità. Ama alla follia il cinema. Le piace da morire Buffy the Vampire Slayer, il telefilm più intelligente del mondo, e ha trovato ILLUMINANTE la visione di Evangelion. Le piace cantare. Le piace il rock ma anche la musica etnica, balcanica, sudamericana, il fado e il tango argentino, ama i Buena Vista Social Club e i cantautori italiani, De André, Rino Gaetano, De Gregori. Ama la musica indie che sta scoprendo poco a poco. Idolatra gli U2 e Tim Burton. Ama l'arte, i fumetti e il teatro. Le piacciono Monet, Rodin e i Peanuts (senza i quali non sarebbe mica stata la stessa persona). Le piace recitare. Le piace chiacchierare fino a tardi con le candele e la Nutella, come si faceva in quella casa piccola di Barcellona. Ama Barcellona, parlare spagnolo e viaggiare. Ama troppe altre cose e lo spazio qui è quello che è.

A Jane NON piace...

Sentirsi ansiosa, agitata (ma le succede spesso), litigare con qualcuno al telefono, essere costretta a vestirsi bene, fingere che le stia simpatico qualcuno che non le piace, dover dire di no alle persone. Andare ai matrimoni di chi non conosce, trovarsi in un ambiente dove tutti sono all'ultima moda e ballano i successi dell'estate, i caffè alla moda del Corso, l'aperitivo per farsi vedere. Non le piacciono l'estremismo e gli intellettuali che fanno gli intellettuali. A Jane non piace vedere allontanarsi le persone anche se spesso va così. Non le piacciono le verdure e nemmeno gli insaccati, fugge davanti al salame a fette. Non le piace rendersi conto di essere grande, crescere e via discorrendo. Non le piace sentirsi invisibile, anche se a volte sì. Non le piace rendersi conto che purtroppo, per l'ennesima volta, ha sopravvalutato. A Jane non piacciono le persone superficiali e poco sensibili, e i mediocri per scelta. Non le piacciono i silenzi pesanti, ma non le piace chi parla in continuazione. Non le piace dormire poco e sentirsi stordita. Non le piacciono le bevande alcooliche a parte la sangria e qualche vino rosso, fatta eccezione per certi goliardici rum e pera. Non le piacciono i ragni, i vestiti firmati e gli orecchini di oro giallo. Non le piace il gel nei capelli e chi fa il cinico per forza.

Che tempo fa oggi nella valle?

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Vi siete tuffati in: *loading*


 



"Modesto è l'autunno
come i taglialegna.
Costa molto
togliere tutte le foglie
da tutti gli alberi
di tutti i paesi.
La primavera
le cucì in volo
e ora
bisogna lasciarle
cadere come se fossero
uccelli gialli:
Non è facile.
Serve tempo.
Bisogna correre per
le strade,
parlare lingue,
svedese,
portoghese,
parlare la lingua rossa,
quella verde.
Bisogna sapere
tacere in tutte
le lingue
e dappertutto,
sempre,
lasciare cadere,
cadere,
lasciare cadere,
cadere
le foglie.

Difficile
è
essere autunno,
facile essere primavera."

(Pablo Neruda)


°Gein°
°BecckOnFlickr°


PERSONAGGI e INTERPRETI:

IL JANEFRATELLO
Nel ruolo del fratello minore biotecnologo, ex nano parlante dalla comicità surreale, ammirato e adorato.

COLEI CHE E'
NEL MARE

Nel ruolo di quelbruco.

G.
Nel ruolo di SISTER

L'AMICO A.
Nel ruolo del TUTOR

I FRATELLI MAGGIORI
Nel ruolo di Mucio,
Bab e Johnz.

LA CITTA' TOSSICA
LA CITTA' OBLIQUA

Nel ruolo dei luoghi dove la vicenda si svolge.

IL GURU
Nel ruolo di quello che pare lo sappia sempre.

CAMILLA
Nel ruolo di se stessa.

CONTINUA...

Nei dintorni del lago c'è questo di bello:































































































mercoledì, giugno 30, 2004

ecco quella canzone di De Gregori ke stavo ascoltando oggi pomeriggio.."Atlantide"..

Atlantide

De Gregori

Lui adesso vive ad Atlantide,
con un cappello pieno di ricordi,
ha la faccia di uno che ha capito,
e anche un principio di tristezza in fondo all'anima.
Nasconde sotto il letto un barattolo di birra disperata,
e a volte ritiene di essere un eroe.
Lui adesso vive in California,
da sette anni sotto una veranda ad aspettare le nuvole,
e diventato un grosso suonatore di chitarre,
e stravede per una donna chiamata Lisa.
Quando le dice "tu sei quella con cui vivere",
gli si forma una ruga sulla guancia sinistra.
Lui adesso vive nel terzo raggio,
dove ha imparato a non fare più domande del tipo:
"conoscete per caso una ragazza di Roma,
la cui faccia ricorda il crollo di una diga"
Io la conobbi un giorno ed imparai il suo nome,
ma mi portò lontano il vizio dell'amore.
E così pensava l'uomo di passaggio,
mentre volava alto nel cielo di Napoli,
rubatele pure i soldi,
rubatele anche i ricordi,
ma lasciatele per sempre la sua dolce curiosità.
Ditele che l'ho perduta quando l'ho capita,
ditele che la perdono, per averla tradita
Una goccia nel lago di NikitaNa alle ore 22:48 | link | commenti (2)
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mi sta tornando quella sana voglia di scrivere..il blog m'ispira..sto ascoltando una canzone di De gregori di cui ignoro il nome..ke bella.."mi portò lontano il vizio dell'amore"..dai..
Una goccia nel lago di NikitaNa alle ore 18:21 | link | commenti (1)
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..dimenticavo..giovedì sono a Na non so fino a che ora e quindi ci si sente nel pomeriggio..
Una goccia nel lago di NikitaNa alle ore 01:24 | link | commenti (2)
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commento stupido notturno: mi piaceva di più la configurazione vecchia..
cmq, giovedì vediamoci dai, magari si coinvolge anche lo Skif dopo, però magari ci si vede prima noi così si parla dei rispettivi cazzi...mi ha colpito sta cosa ke dicevi sul blog del tuo "ex-ragazzo"...magari se ne parla...non so se ti sei resa conto di ciò che hai detto...è importantissimo...
bacio notturno...

Una goccia nel lago di NikitaNa alle ore 01:22 | link | commenti
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martedì, giugno 29, 2004

due parole veloci..in primis, in bocca al lupo per tuo fratello..
in secondo luogo, credo che le sensazioni che sto provando ultimamente, nn so perchè ho la sensazione che solo tu possa capire..perchè negli anni sai s'impara a "fiutare" le persone..a vederne la pellicola, quello strato trasparente che ci distingue tutti, quella "placenta"..e mi sembra che la nostra di placenta sia molto simile, sento, percepisco quella stessa sensibilità rara, ma non nel senso che noi in quanto tali, siamo rari e quindi migliori di altri, anzi..credo che nel mio caso nn direi affatto così, io mi scannerei per come sono..infatti prima stavo vedendo un pò un film degli anni '60 a mio avviso bello, "un uomo, una donna" (la cui colonna sonora mi lascia ogni volta senza parole..) c'era lui e praticamente ciò che il regista "ascoltava" era la sua voce interiore, ciò che pensava e pensava come me, tipo albero, con tremila alternative...ke capat...e mi sono rivista e non so se mi sono fatta pena, ma forse ho capito che m'accetto così anche se mi fa soffrire, anche perchè il + delle volte dalla maggior parte delle persone non mi sento capita e allora vado avanti così...un pò come se, anzi è così, avessi la coscienza che pochi sanno ki sono anzi in realtà nessun per davvero, perchè forse ho difficoltà ad espormi, sicuramente e poi perchè magari dall'altra parte non sento quell'imput necessario ke ti fa capire ke dall'altra parte c'è qualcuno ke "ti sente, t'ascolta, ti capisce" e ke nn sta lì con il viso accigliato e si sforza, perchè in qs situazioni allora ti senti davvero "lo strano" e si rafforza la conferma di quanto sia diversa rispetto agli altri e di quanto nn ci puoi far niente..e, incosciamente, sei sempre alla ricerca di un'altra "luce" di quello stesso colore e quando ti sembra che sei li li per trovarla...non c'è più, si è spenta...e forse lì è finita anche con Cri, non mi sentivo + capita, ma non per colpa sua...non so, semplicemente non ci riusciva, o forse semplicemente parlavamo e parliamo due lingue talmente diverse...e forse lì sta il legame con te, la stessa lingua e lo so ke magari ti sembrerà strano, perchè sto avendo una vita sociale impegnatissima, ma molto spesso mi perdo, mi sento una pecora senza campanaccio, come sempre a disagio in ogni situazione, mi sento "estranea" e qs sensazione nn mi piace...e purtroppo sono pokissime le persone con cui mi sento a casa e devo dire ke sei tra quelle e quindi magari mi da molta + soddisfazione passare una sera con te & Skif (altra "luce"..)ke cento con persone i cui volti non ricorderò, le cui voci spariranno dalla mia memoria...e ahimè da un pò mi sento a disagio tra le persone infatti mi chiedo che animale stia diventando, anche perchè da un pò mi sentivo di aver raggiunto un certo equilibrio con me stessa, di stare tranquilla, in realtà lo sono tranquilla, ma forse troppo...come vedi la confusione è tornata, o forse non è mai andata via...questo è il mio problema...io creo la confusione, io creo il caos, in me...
Una goccia nel lago di NikitaNa alle ore 20:12 | link | commenti
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"Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione."

Questo è un augurio a mio fratello che domani mattina ha l'orale dell'esame di maturità....io vado volentieri a fare un giro alla mia vecchia scuola e mi gusto il colloquio, preparato a quattro mani e due cervelli, su "libertà e critica attraverso la satira". Musiche di Giorgio Gaber.




























Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 12:20 | link | commenti (1)
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lunedì, giugno 28, 2004

Io sono alta esattevolmente otto centimetri.

La bottiglia con la scritta "bevimi" dev'essere rimasta lì sul tavolo.

Ma del resto, come dice Dylan Dog, "preferisco la febbre e le allucinazioni a una realtà così misera."

Parole sante old boy.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 14:55 | link | commenti (2)
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sabato, giugno 26, 2004

MA-MA-MARLENE E' LA MIGLIORE!!!
("..cercami di più e poi vedremo se in due c'è più tempo per ridere o per piangere..") 

E pensare che io i Marlene Kuntz non li sentivo neanche più....ho avuto il mio bravo periodo di azzeccaggio al primo anno di università, poi da un po' i Vari catartica e Il Vile erano rimasti impilati ed io inseguivo mete più esotiche....i balcani di Bregovic o la Cuba dei Buena Vista o le fiaccole danzanti di Capossela...

....e ieri sera.....

LA VECCHIA JANE non può dirvi altro che, se non avete mai visto dal vivo i Marlene, bè, andateci. Non posso farvelo capire se non siete lì perché è proprio una cosa di sensi. Quando ci andai per la prima volta, a sentirli, scrissi una cosa. Che ora ho ritrovato. Era tre anni fa e io non credevo che esistessero dei concerti così.

"Marlene fa del male. E noi tutti, oggi, ci si diceva con gli occhi che ci aveva colpiti, Marlene. Neanche questo so esprimere a parole. Ho delle immagini, l'aria azzurra di fumo e di caldo, la consistenza pesante e violenta dei corpi di mille persone - le luci -, una voce che sembra uscita dall'inferno, o dal paradiso (che poi è lo stesso se non puoi tornarci) - le luci - la musica come sparata dritto nel cuore - Cristiano sul palco splendente di fascino obliqui e nervoso e di guizzi geniali - come nessun altro - le luci - una specie di dolore sottile, come qui all'alto dello stomaco e poi sempre più forte - le luci - LE LUUUUUCIII!!!!!! -

Marlene fa del male e forse voi pensate solo di girare alla larga, e forse voi non ci crederete ma noi stiamo veramente male, come di ritorno dal Paradiso, o dall' Inferno, che poi è lo stesso se non puoi tornarci. Forse stiamo solo pensando che basta, pregando che domani ci sveglieremo e sarà passata, perché non è leale così, non si può vincere contro qualcuno che non puoi vedere.

Poterle trovare, le parole per parlarne.

Forse, Marlene, saprebbe."

 

APE REGINA (Marlene Kuntz)

Sono lontano...
lontano monti e mari, lontano da te.
Io, la fossa e le ossa: un mucchio penoso
sui vecchi guai
seduto qua per chi mi vuole qua
su cento guai.
Offendo la carta con sgorbi ritorti
E' un cuore!
Arrenditi, ...o ribellati

Non parlo più, non rispondo più
non l'ho fatto mai e mai lo farò.
Se c'è mistero accetta e rispetta
la non-novità
sono anni ormai, e tu lo sai

Posso fare fuori parti di voi con facilità
la mostruosità di ciò ravviva la parte cattiva
che non ho avuto mai

Eri malata? Oh, Ape Regina Divina e Dorata
Perdono, Io, ti chiederei... ma non ci sei più!

E in queste stanze si urla e un tonfo scuce la pelle
glaciale un brivido sale dal basso scompaio
Non ci son più. Non ci sei più. Non ci son più.
Non ci sei più. Non ci sei più.

Posso fare fuori parti di voi con facilità
la mostruosità di ciò ravviva la parte cattiva
che non ho avuto mai

Nasconderò con miele colante il vuoto che avanza
io, ora, nasconderò
dove vivevi tu.
Dove vivevi solo tu


























Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 14:09 | link | commenti (3)
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venerdì, giugno 25, 2004

situazione mentale di Jane nell'estate del ventitreesimo anno:

AMAAAAAAAAAAATEMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!

"...E guarda che Pentothal che non caga non esiste, cioè, è un mito che ti sei inventato tu!! Non sei tu che te ne freghi di noi....SIAMO NOI che ti abbiamo emarginato!!!"

E CE LO CAGHI CHE SEI UN'ARTISTA!!!!

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 14:21 | link | commenti (1)
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mercoledì, giugno 23, 2004

Dimenticavo una cosa. Dalle mie parti, non so da voi, si porta una specie di guaina che si mette sopra il casco, e di solito c'è scritto sopra "69 de puta madre". Poi si portano tutta una serie di t-shirt e camicie con scritte che vanno da "Pablo Escobar" a "Narcos". I miei amici mi fanno giustamente notare che è più o meno come scriversi su una maglia "mafia" o "camorra". Quantomeno il mio migliore amico si compra un maglione con scritto sopra "Ugly Italia", brutta Italia, e non vedo chi possa dargli torto.

Le mie parti cominciano a darmi sui nervi.

I've been out walking, I don't do too much talking these days

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 23:05 | link | commenti (6)
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 Fatta. Metti nella borsa del compleanno il libro di teoria e tecniche del linguaggio radiotelevisivo, e te vai. Al mare. In Costiera Amalfitana. Dove rimedierai dieci pagine al massimo sottolineate senza troppa convinzione, ma almeno - vaffanculo. Me ne sto un quarto d'ora al largo e mi accorgo di quanto sono frenetiche le mie bracciate e ogni tanto mi spavento perché a momenti mi vengono un paio di crampi. Devo essere proprio più nervosa di quanto credevo. Certo La Costiera è La Costiera e allora come al solito alzi gli occhi sulla scogliera e ti viene quasi da sputare un sorriso. :)

E' stata un'esperienza poco utile didatticamente che rifarò. Anche domani mattina. Ho i capelli sconvolti, corti e biondi, sembro un ragazzino e se mi metto i pantaloni soprattutto e se mi metto la salopette mi dareste dieci anni.

Jane non sa parlare bene lo spagnolo, Jane scrive poesie dal titolo sconnesso, Jane, a teatro, ama soprattutto l'odore del legno del palco e il rumore che fa sotto quelle strane scarpe. Quello che mettemmo in scena era Pulcinella. Che è una maschera tragica, anche se pochi lo sanno.

Nei giorni girgio-topo una buona nuova è che venerdì si va a sentire Afterhours, Marlene e PGR. Jane vi aspetta al Caivano Rock festival nel pullmino bianco di papà. Se solo papà mi ci facesse disegnare un po' di fiori sopra.

Ho questa foto di pura gioia
E' di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a se
A quello che non c'è
Ho perso il gusto, non ha sapore
Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Arriva l'alba o forse no
A volte ciò che sembra alba
Non è
Ma so che so camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c'è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c'è
Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Ed ecco arriva l'alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da se, fottendomi da me
Per quello che non c'è





























Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 23:01 | link | commenti (1)
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martedì, giugno 22, 2004

Sono di ritorno dalla cena con il mio gruppo di teatro. Abbiamo riso un po' e abbiamo mangiato tanto. Io mi sono assentata solo per qualche momento. Avevo il cuore un po' triturato e l'impressione di avere un ovosodo nella gola. Ma poi c'erano loro, che sono una piccola magia. E non so perché, ma ho l'impressione che le cose comincino a colorarsi un po' dei colori del saluto.

Seduta vicino alla mia regista mentre organizzavano per mettere in scena Rugantino le ho detto che andrò via in Spagna. E lei mi ha risposto "va bene, ma comunque quando torni, il posto è sempre tuo." Mi ha fatto sentire come se, chissà, ci fosse anche bisogno di, poi, tornare. Davvero.

Comunque, le cose si colorano del saluto. E io mi trituro un pochino. Mentre io mi trituro e tutti parlano, guardo il mio migliore amico, che non vedo da un po' e che mi meraviglia sempre per quanto è diverso da me e per quanto mi vuole bene. Penso a casa sua e alle risate che ci siamo fatti, in Grecia, su quella nave tremenda. E mi commuovo.

Quella sopra di voi è Jane in abiti di scena. Non vi dico che fatica respirare.

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 00:42 | link | commenti (2)
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lunedì, giugno 21, 2004

- un cielo distratto
cavalca la valle
carezza gli orecchi
di certe ore amare

chiedo scusa
non ho fatto
a tempo
a dimenticare -

Cara Valentina

Cara Valentina il tempo non fa il suo dovere
e a volte peggiora le cose
credimi pensavo davvero di avere superato
il momento difficile
ed ancora adesso non mi è chiaro lo sbaglio che ho fatto
se il vero sbaglio è stato il mio
perché dai miei trent'anni ti aspettavi un uomo col senso del dovere...

perché chi s'innamora non deve dirlo a nessuno
oppure un'imprudente enfatica demenza
nel farti le carezze girata dall'altra parte
Ho la strana sensazione di un amore acceso
esploso troppo presto fra le mani
e cara Valentina che fatica innaturale perdonare a me stesso
di essere io,
di essere fatto così male...


Cara Valentina il tempo non fa il suo dovere
e a volte peggiora le cose
E tu sarai il pretesto
per approfondire un piccolo problema
personale di filosofia
su come trarre giovamento dal non piacere
agli altri come in fondo ci si aspetta che sia
Per esempio non è vero
che poi mi dilungo spesso
su un solo argomento...


































Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 15:03 | link | commenti
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Caetano Veloso - Sozinho

As vezes no silêncio da noite,
eu fico imaginando nós dois,
E fico ali sonhando acordado,
juntando,
o antes o agora e o depois
Por que você me deixa tão solto,
por que você não cola em mim?
Tô me sentindo muito sozinho.
Não sou nem quero ser o seu dono,
é que um carinho as vezes vai bem,
Eu tenho os meus desejos e planos,
secretos,
só abro pra você mais ninguém
Por que você me esquece e some,
e se eu me interessar por alguém?
E se ela de repente me ganha?
Quando a gente gosta,
é claro que a gente cuida,
Fala que me ama,
só que é da boca pra fora
Ou você me engana,
ou não está madura,
onde está você agora?..























Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 11:12 | link | commenti (2)
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Fernando Pessoa

Leve
Leve, leve, muito leve,
Um vento muito leve passa,
E vai-se, sempre muito leve.
E eu não sei o que penso
Nem procuro sabê-lo.







Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 11:03 | link | commenti
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sabato, giugno 19, 2004

cubetto pesante,

pesante di ghiaccio.

ghiaccio colorato,

colorato di vetro.

ma non è ghiaccio, è solo vetro.

e non è freddo, è solo fragile.

c'è una bella differenza,

come fai a non vederla?

c'era una volta

un piccolo cubetto di vetro colorato

trasparente e pesante

che voleva a tutti i costi

rinascere

piuma.

(....)

Cercava solo una via d’uscita dal labirinto.

Non riusciva a capire la leggerezza.

Come vorrebbe che qualcuno le insegnasse la leggerezza.

Che qualcuno le insegnasse a non essere

così

anacronistica.

(m.kundera)

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 20:34 | link | commenti (1)
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Grazie a Dakrua per la gentile concessione della foto, anche se peraltro non gliel'ho chiesta ancora ma sono sicura che capirà. Ascolto i CSI che cantano "così vanno le cose, così devono andare..." e così vanno le cose e così devono andare. Il mio blog avrà un tono un po' malinconico per un po' ed è un peccato perché l'anno scorso, perdìo, di questi tempi, ho riletto un paio di mail mie, che mandavo ad altri, ed erano, non so, divertenti. Ho freddo, e non è normalissimo. "Il tempo non esiste. Non è un nastro che scorre e non passa. Siamo noi che passiamo."

CAM CAMINI' CAM CAMINI' SPAZZACAMIN....

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 14:48 | link | commenti (2)
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venerdì, giugno 18, 2004

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 10:35 | link | commenti
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giovedì, giugno 17, 2004

x NikitaNa!! (e tutti voi bloggers)

E allora....qui arrivano voci che hai passato una serata (dovrei dire nottata?) che praticamente incarna tutte le mie aspettative di serata...cinema, pizza, pane caldo all'alba sulla Badia con la pioggia che scende....sigh.....maledetta me che ho fatto tardi, anche se forse mia mamma mi avrebbe ucciso se fossi tornata alle cinque e poi non avrei voluto disturbare....pare che ci fosse lì una persona con uno strano nome....;)...

....e invece ieri sera mi ha preso la tipica depressione cavese, forse neanche tanto tipica perché in me pare proprio che si acuisca ogni giorno di più. Sfumato il programma cinema, si decide come al solito per "scendiamo in piazza e poi vediamo"...."eh ma a me la piazza mi deprime!!"..."eh ma mica restiamo in piazza, ci beviamo una cosa in un locale"..."appunto.."...insomma mi ha preso proprio una tristezza, mi sono resa conto, se per caso non l'avessi già capito, che il locale, andarsi a bere una cosa, farsi due chiacchiere...è proprio una cosa che ormai non mi dice più niente, non mi sento io, non è per me. Così me ne scendo in questo locale neanche brutto, nel Borgo Scacciaventi che pur sempre mi piace un sacco, si parla un po', un paio di amici e poco entusiasmo, io che guardo delle rose bianche in un vaso e penso a quando sarò in Spagna, in un locale un po' buio, e canticchio le canzoni di sottofondo. Usciamo dal locale e c'è il clima tipico...pioggia leggerissima, goccia a goccia...allo slargo dell'ex-pretura non si può non incontrare qualcuno ed è quello che succede...ci sono tutti...alché io con molta nonchalance convinco me stessa che non è niente, che sono molto tranquilla, me ne vado a testa alta, apro la fila. Li vorrei salutare da lontano e non fermarmi e sai perché, perché alla fine loro sono un fallimento per me, mi ricordano in ogni secondo che passo con loro che ho fallito, che abbia sbagliato io o loro non importa, ma per me è un fallimento, una cosa in cui credevo e in cui non posso più credere. Ma gli altri si fermano a salutare e non capiscono che vorrei andarmene subito. Resto impalata un quarto d'ora senza avere veramente voglia di parlare con nessuno, vorrei andarmene e magari essere proprio da un'altra parte, con una casa colorata, musica brasiliana, un film di Salvatores, una tazza di tè alla cannella o di mate, le gonne lunghe che piacciono a me, il pane caldo alla Badia, qualcuno con cui si possa parlare anche del Perù, dei Peanuts, dei cartoni animati e delle persone che fanno tenerezza. Un senso di estraneità che non ti dico...così penso "due mesi, sono solo due mesi"...e mi accorgo che non è tanto bello come pensiero....che non mi fa sentire forte come pensavo, che in fondo contare il tempo prima che tu possa andartene è un fallimento anche quello...

..dev'essere pure questo tempo infame. E' tornato l'autunno!

um beijo...


Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 18:37 | link | commenti (2)
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mercoledì, giugno 16, 2004

visto il sito delle foto sul Congo..e va bè che vuoi commentare..non so queste foto credo facciano un effetto positivo ed uno negativo: credo il primo sia negativo perchè ti rendi conto della facilità e dell'inevitabilità della morte e quanto sia una parola talmente comune in alcune parti del mondo. Positivo, viene in un secondo momento perchè ti rendi conto che in fin dei conti, per quanti problemi tu possa avere almeno qualcosa d'importante ti è concesso: la scelta, e soprattutto di vivere...vivere una vita che vale la pena di vivere...credo sia davvero meglio la morte in certi casi piuttosto che essere costretti a vivere una vita che non è la propria, quella che si sceglierebbe...scusami la negatività o meglio l'estrema obiettività...forse in periodi così, un pò scuri, si vedono le cose con ancora maggiore obiettività...oggi nn mi sento molto bene, mi sento stanca e senza forza, chissà quando ritornerà quella spensieratezza, quanto meno un barlume di serenità che duri anche solo per una giornata...qualsiasi strada provi, mi sembra che tutte portino alla stessa conclusione: devo andare via di qui, cava comincia a starmi stretta di nuovo e prima che affondi di nuovo nelle sabbie mobili è meglio ke mi rialzi in tempo...
Una goccia nel lago di NikitaNa alle ore 14:47 | link | commenti (1)
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martedì, giugno 15, 2004

Palestina....

(...mamma mia Maria questo link...)

Una goccia nel lago di JaneGallagher alle ore 19:32 | link | commenti
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senti non so come si mette un link...mo te lo scrivo poi vedi un pò tu...

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Una goccia nel lago di NikitaNa alle ore 12:09 | link | commenti
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...volevo mettere una poesia di Lorca che ho letto sul libro che mi ha regalato Danilo delle sue poesie erotiche, ma l'ho cercata su internet e non l'ho trovata...era stupenda...non ricordo il nome però....ma mi riprometto di scriverla ...era stupenda...io sottovalutavo Lorca, perkè avevo letto qualcosa, da quelle edizioni di libri piccoline, ma nn mi era piaciuto...ORA LO AMO PROFONDAMENTE!!!capisco perkè Neruda ne era affascinato, la stessa verve, la stessa forza, melanconia, dolcezza, sensualità..lo stesso sentimento...2 autori di 2 paesi così lontani, ma così vicini nell'animo...che bello no?e mi sa ke mi devo comprare qualcosa di Machado, è D'OBBLIGO a qs punto!!! è strano l'effetto che ti può fare leggere dei versi talmente...non so, nn trovo le parole...come scriverli no?
bene ora ritorno al lavoro...
beijos

Una goccia nel lago di NikitaNa alle ore 12:04 | link | commenti (1)
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SOLEDAD INSEGURA

Noche de flor cerrada y vena oculta,
-almendra sin cuajar de verde tacto-,
noche cortada demasiado pronto,
agitaba las hojas y las almas.
Pez mudo por el agua de ancho ruido,
lascivo se bañaba en el temblante,
luminoso marfil, recién cortado
al cuerno adolescente de la luna.
Y si el centauro canta en las orillas
deliciosa canción de trote y flecha,
ondas recojan glaucas sus acentos
con un dolor sin límite, de nardos.
Lyra bailaba en la fingida curva,
blanco inmóvil de inmóvil geometría.
Ojos de lobo duermen en la sombra
dimitiendo la sangre de la oveja.
En lado opuesto, Filomela canta,
humedades de yedras y jacintos,
con una queja en vilo se Sur loco,
sobre la flauta fija de la fuente.
Mientras en medio del horror oscuro,
mintiendo canto y esperando miedo,
voz inquieta de naúfrago sonaba.
....................................
Lirios de espuma cien y cien estrellas
bajaron a la ausencia de las ondas.
Seda en tambor, el mar queda tirante,
mientras Favonio suena y Tetis canta.
Palabras de cristal y brisa oscura,
redondas sí, los peces mudos hablan.
Academia en el claustro de los iri