"Continuavo a pensarci. Dove diavolo vanno le anatre di Central Park in inverno, quando il lago è ghiacciato?" (Holden Caufield)
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"Modesto è l'autunno
come i taglialegna.
Costa molto
togliere tutte le foglie
da tutti gli alberi
di tutti i paesi.
La primavera
le cucì in volo
e ora
bisogna lasciarle
cadere come se fossero
uccelli gialli:
Non è facile.
Serve tempo.
Bisogna correre per
le strade,
parlare lingue,
svedese,
portoghese,
parlare la lingua rossa,
quella verde.
Bisogna sapere
tacere in tutte
le lingue
e dappertutto,
sempre,
lasciare cadere,
cadere,
lasciare cadere,
cadere
le foglie.
Difficile
è
essere autunno,
facile essere primavera."
(Pablo Neruda)
PERSONAGGI e INTERPRETI:
IL JANEFRATELLO
Nel ruolo del fratello minore biotecnologo, ex nano parlante dalla comicità surreale, ammirato e adorato.
COLEI CHE E'
NEL MARE
Nel ruolo di quelbruco.
G.
Nel ruolo di SISTER
L'AMICO A.
Nel ruolo del TUTOR
I FRATELLI MAGGIORI
Nel ruolo di Mucio,
Bab e Johnz.
LA CITTA' TOSSICA
LA CITTA' OBLIQUA
Nel ruolo dei luoghi dove la vicenda si svolge.
IL GURU
Nel ruolo di quello che pare lo sappia sempre.
CAMILLA
Nel ruolo di se stessa.
CONTINUA...
"Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione."
Questo è un augurio a mio fratello che domani mattina ha l'orale dell'esame di maturità....io vado volentieri a fare un giro alla mia vecchia scuola e mi gusto il colloquio, preparato a quattro mani e due cervelli, su "libertà e critica attraverso la satira". Musiche di Giorgio Gaber.
Io sono alta esattevolmente otto centimetri.
La bottiglia con la scritta "bevimi" dev'essere rimasta lì sul tavolo.
Ma del resto, come dice Dylan Dog, "preferisco la febbre e le allucinazioni a una realtà così misera."
Parole sante old boy.
MA-MA-MARLENE E' LA MIGLIORE!!!
("..cercami di più e poi vedremo se in due c'è più tempo per ridere o per piangere..")
E pensare che io i Marlene Kuntz non li sentivo neanche più....ho avuto il mio bravo periodo di azzeccaggio al primo anno di università, poi da un po' i Vari catartica e Il Vile erano rimasti impilati ed io inseguivo mete più esotiche....i balcani di Bregovic o la Cuba dei Buena Vista o le fiaccole danzanti di Capossela...
....e ieri sera.....
LA VECCHIA JANE non può dirvi altro che, se non avete mai visto dal vivo i Marlene, bè, andateci. Non posso farvelo capire se non siete lì perché è proprio una cosa di sensi. Quando ci andai per la prima volta, a sentirli, scrissi una cosa. Che ora ho ritrovato. Era tre anni fa e io non credevo che esistessero dei concerti così.
"Marlene fa del male. E noi tutti, oggi, ci si diceva con gli occhi che ci aveva colpiti, Marlene. Neanche questo so esprimere a parole. Ho delle immagini, l'aria azzurra di fumo e di caldo, la consistenza pesante e violenta dei corpi di mille persone - le luci -, una voce che sembra uscita dall'inferno, o dal paradiso (che poi è lo stesso se non puoi tornarci) - le luci - la musica come sparata dritto nel cuore - Cristiano sul palco splendente di fascino obliqui e nervoso e di guizzi geniali - come nessun altro - le luci - una specie di dolore sottile, come qui all'alto dello stomaco e poi sempre più forte - le luci - LE LUUUUUCIII!!!!!! -
Marlene fa del male e forse voi pensate solo di girare alla larga, e forse voi non ci crederete ma noi stiamo veramente male, come di ritorno dal Paradiso, o dall' Inferno, che poi è lo stesso se non puoi tornarci. Forse stiamo solo pensando che basta, pregando che domani ci sveglieremo e sarà passata, perché non è leale così, non si può vincere contro qualcuno che non puoi vedere.
Poterle trovare, le parole per parlarne.
Forse, Marlene, saprebbe."
APE REGINA (Marlene Kuntz)
Sono lontano...
lontano monti e mari, lontano da te.
Io, la fossa e le ossa: un mucchio penoso
sui vecchi guai
seduto qua per chi mi vuole qua
su cento guai.
Offendo la carta con sgorbi ritorti
E' un cuore!
Arrenditi, ...o ribellati
Non parlo più, non rispondo più
non l'ho fatto mai e mai lo farò.
Se c'è mistero accetta e rispetta
la non-novità
sono anni ormai, e tu lo sai
Posso fare fuori parti di voi con facilità
la mostruosità di ciò ravviva la parte cattiva
che non ho avuto mai
Eri malata? Oh, Ape Regina Divina e Dorata
Perdono, Io, ti chiederei... ma non ci sei più!
E in queste stanze si urla e un tonfo scuce la pelle
glaciale un brivido sale dal basso scompaio
Non ci son più. Non ci sei più. Non ci son più.
Non ci sei più. Non ci sei più.
Posso fare fuori parti di voi con facilità
la mostruosità di ciò ravviva la parte cattiva
che non ho avuto mai
Nasconderò con miele colante il vuoto che avanza
io, ora, nasconderò
dove vivevi tu.
Dove vivevi solo tu
situazione mentale di Jane nell'estate del ventitreesimo anno:
AMAAAAAAAAAAATEMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!

"...E guarda che Pentothal che non caga non esiste, cioè, è un mito che ti sei inventato tu!! Non sei tu che te ne freghi di noi....SIAMO NOI che ti abbiamo emarginato!!!"
E CE LO CAGHI CHE SEI UN'ARTISTA!!!!
Dimenticavo una cosa. Dalle mie parti, non so da voi, si porta una specie di guaina che si mette sopra il casco, e di solito c'è scritto sopra "69 de puta madre". Poi si portano tutta una serie di t-shirt e camicie con scritte che vanno da "Pablo Escobar" a "Narcos". I miei amici mi fanno giustamente notare che è più o meno come scriversi su una maglia "mafia" o "camorra". Quantomeno il mio migliore amico si compra un maglione con scritto sopra "Ugly Italia", brutta Italia, e non vedo chi possa dargli torto.
Le mie parti cominciano a darmi sui nervi.
I've been out walking, I don't do too much talking these days
Fatta. Metti nella borsa del compleanno il libro di teoria e tecniche del linguaggio radiotelevisivo, e te vai. Al mare. In Costiera Amalfitana. Dove rimedierai dieci pagine al massimo sottolineate senza troppa convinzione, ma almeno - vaffanculo. Me ne sto un quarto d'ora al largo e mi accorgo di quanto sono frenetiche le mie bracciate e ogni tanto mi spavento perché a momenti mi vengono un paio di crampi. Devo essere proprio più nervosa di quanto credevo. Certo La Costiera è La Costiera e allora come al solito alzi gli occhi sulla scogliera e ti viene quasi da sputare un sorriso. :)
E' stata un'esperienza poco utile didatticamente che rifarò. Anche domani mattina. Ho i capelli sconvolti, corti e biondi, sembro un ragazzino e se mi metto i pantaloni soprattutto e se mi metto la salopette mi dareste dieci anni.
Jane non sa parlare bene lo spagnolo, Jane scrive poesie dal titolo sconnesso, Jane, a teatro, ama soprattutto l'odore del legno del palco e il rumore che fa sotto quelle strane scarpe. Quello che mettemmo in scena era Pulcinella. Che è una maschera tragica, anche se pochi lo sanno.
Nei giorni girgio-topo una buona nuova è che venerdì si va a sentire Afterhours, Marlene e PGR. Jane vi aspetta al Caivano Rock festival nel pullmino bianco di papà. Se solo papà mi ci facesse disegnare un po' di fiori sopra.
Ho questa foto di pura gioia
E' di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a se
A quello che non c'è
Ho perso il gusto, non ha sapore
Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Arriva l'alba o forse no
A volte ciò che sembra alba
Non è
Ma so che so camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c'è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c'è
Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Ed ecco arriva l'alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da se, fottendomi da me
Per quello che non c'è

Sono di ritorno dalla cena con il mio gruppo di teatro. Abbiamo riso un po' e abbiamo mangiato tanto. Io mi sono assentata solo per qualche momento. Avevo il cuore un po' triturato e l'impressione di avere un ovosodo nella gola. Ma poi c'erano loro, che sono una piccola magia. E non so perché, ma ho l'impressione che le cose comincino a colorarsi un po' dei colori del saluto.
Seduta vicino alla mia regista mentre organizzavano per mettere in scena Rugantino le ho detto che andrò via in Spagna. E lei mi ha risposto "va bene, ma comunque quando torni, il posto è sempre tuo." Mi ha fatto sentire come se, chissà, ci fosse anche bisogno di, poi, tornare. Davvero.
Comunque, le cose si colorano del saluto. E io mi trituro un pochino. Mentre io mi trituro e tutti parlano, guardo il mio migliore amico, che non vedo da un po' e che mi meraviglia sempre per quanto è diverso da me e per quanto mi vuole bene. Penso a casa sua e alle risate che ci siamo fatti, in Grecia, su quella nave tremenda. E mi commuovo.
Quella sopra di voi è Jane in abiti di scena. Non vi dico che fatica respirare.
- un cielo distratto
cavalca la valle
carezza gli orecchi
di certe ore amare
chiedo scusa
non ho fatto
a tempo
a dimenticare -
Cara Valentina
Cara Valentina il tempo non fa il suo dovere
e a volte peggiora le cose
credimi pensavo davvero di avere superato
il momento difficile
ed ancora adesso non mi è chiaro lo sbaglio che ho fatto
se il vero sbaglio è stato il mio
perché dai miei trent'anni ti aspettavi un uomo col senso del dovere...
perché chi s'innamora non deve dirlo a nessuno
oppure un'imprudente enfatica demenza
nel farti le carezze girata dall'altra parte
Ho la strana sensazione di un amore acceso
esploso troppo presto fra le mani
e cara Valentina che fatica innaturale perdonare a me stesso
di essere io, di essere fatto così male...
Cara Valentina il tempo non fa il suo dovere
e a volte peggiora le cose
E tu sarai il pretesto
per approfondire un piccolo problema
personale di filosofia
su come trarre giovamento dal non piacere
agli altri come in fondo ci si aspetta che sia
Per esempio non è vero
che poi mi dilungo spesso
su un solo argomento...
Caetano Veloso - Sozinho
As vezes no silêncio da noite,
eu fico imaginando nós dois,
E fico ali sonhando acordado,
juntando,
o antes o agora e o depois
Por que você me deixa tão solto,
por que você não cola em mim?
Tô me sentindo muito sozinho.
Não sou nem quero ser o seu dono,
é que um carinho as vezes vai bem,
Eu tenho os meus desejos e planos,
secretos,
só abro pra você mais ninguém
Por que você me esquece e some,
e se eu me interessar por alguém?
E se ela de repente me ganha?
Quando a gente gosta,
é claro que a gente cuida,
Fala que me ama,
só que é da boca pra fora
Ou você me engana,
ou não está madura,
onde está você agora?..
Fernando Pessoa
Leve
Leve, leve, muito leve,
Um vento muito leve passa,
E vai-se, sempre muito leve.
E eu não sei o que penso
Nem procuro sabê-lo.

cubetto pesante,
pesante di ghiaccio.
ghiaccio colorato,
colorato di vetro.
ma non è ghiaccio, è solo vetro.
e non è freddo, è solo fragile.
c'è una bella differenza,
come fai a non vederla?
c'era una volta
un piccolo cubetto di vetro colorato
trasparente e pesante
che voleva a tutti i costi
rinascere
piuma.
(....)
Cercava solo una via d’uscita dal labirinto.
Non riusciva a capire la leggerezza.
Come vorrebbe che qualcuno le insegnasse la leggerezza.
Che qualcuno le insegnasse a non essere
così
anacronistica.
(m.kundera)

Grazie a Dakrua per la gentile concessione della foto, anche se peraltro non gliel'ho chiesta ancora ma sono sicura che capirà. Ascolto i CSI che cantano "così vanno le cose, così devono andare..." e così vanno le cose e così devono andare. Il mio blog avrà un tono un po' malinconico per un po' ed è un peccato perché l'anno scorso, perdìo, di questi tempi, ho riletto un paio di mail mie, che mandavo ad altri, ed erano, non so, divertenti. Ho freddo, e non è normalissimo. "Il tempo non esiste. Non è un nastro che scorre e non passa. Siamo noi che passiamo."
CAM CAMINI' CAM CAMINI' SPAZZACAMIN....
x NikitaNa!! (e tutti voi bloggers)
E allora....qui arrivano voci che hai passato una serata (dovrei dire nottata?) che praticamente incarna tutte le mie aspettative di serata...cinema, pizza, pane caldo all'alba sulla Badia con la pioggia che scende....sigh.....maledetta me che ho fatto tardi, anche se forse mia mamma mi avrebbe ucciso se fossi tornata alle cinque e poi non avrei voluto disturbare....pare che ci fosse lì una persona con uno strano nome....;)...
....e invece ieri sera mi ha preso la tipica depressione cavese, forse neanche tanto tipica perché in me pare proprio che si acuisca ogni giorno di più. Sfumato il programma cinema, si decide come al solito per "scendiamo in piazza e poi vediamo"...."eh ma a me la piazza mi deprime!!"..."eh ma mica restiamo in piazza, ci beviamo una cosa in un locale"..."appunto.."...insomma mi ha preso proprio una tristezza, mi sono resa conto, se per caso non l'avessi già capito, che il locale, andarsi a bere una cosa, farsi due chiacchiere...è proprio una cosa che ormai non mi dice più niente, non mi sento io, non è per me. Così me ne scendo in questo locale neanche brutto, nel Borgo Scacciaventi che pur sempre mi piace un sacco, si parla un po', un paio di amici e poco entusiasmo, io che guardo delle rose bianche in un vaso e penso a quando sarò in Spagna, in un locale un po' buio, e canticchio le canzoni di sottofondo. Usciamo dal locale e c'è il clima tipico...pioggia leggerissima, goccia a goccia...allo slargo dell'ex-pretura non si può non incontrare qualcuno ed è quello che succede...ci sono tutti...alché io con molta nonchalance convinco me stessa che non è niente, che sono molto tranquilla, me ne vado a testa alta, apro la fila. Li vorrei salutare da lontano e non fermarmi e sai perché, perché alla fine loro sono un fallimento per me, mi ricordano in ogni secondo che passo con loro che ho fallito, che abbia sbagliato io o loro non importa, ma per me è un fallimento, una cosa in cui credevo e in cui non posso più credere. Ma gli altri si fermano a salutare e non capiscono che vorrei andarmene subito. Resto impalata un quarto d'ora senza avere veramente voglia di parlare con nessuno, vorrei andarmene e magari essere proprio da un'altra parte, con una casa colorata, musica brasiliana, un film di Salvatores, una tazza di tè alla cannella o di mate, le gonne lunghe che piacciono a me, il pane caldo alla Badia, qualcuno con cui si possa parlare anche del Perù, dei Peanuts, dei cartoni animati e delle persone che fanno tenerezza. Un senso di estraneità che non ti dico...così penso "due mesi, sono solo due mesi"...e mi accorgo che non è tanto bello come pensiero....che non mi fa sentire forte come pensavo, che in fondo contare il tempo prima che tu possa andartene è un fallimento anche quello...
..dev'essere pure questo tempo infame. E' tornato l'autunno!
um beijo...