"Continuavo a pensarci. Dove diavolo vanno le anatre di Central Park in inverno, quando il lago è ghiacciato?" (Holden Caufield)
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"Modesto è l'autunno
come i taglialegna.
Costa molto
togliere tutte le foglie
da tutti gli alberi
di tutti i paesi.
La primavera
le cucì in volo
e ora
bisogna lasciarle
cadere come se fossero
uccelli gialli:
Non è facile.
Serve tempo.
Bisogna correre per
le strade,
parlare lingue,
svedese,
portoghese,
parlare la lingua rossa,
quella verde.
Bisogna sapere
tacere in tutte
le lingue
e dappertutto,
sempre,
lasciare cadere,
cadere,
lasciare cadere,
cadere
le foglie.
Difficile
è
essere autunno,
facile essere primavera."
(Pablo Neruda)
PERSONAGGI e INTERPRETI:
IL JANEFRATELLO
Nel ruolo del fratello minore biotecnologo, ex nano parlante dalla comicità surreale, ammirato e adorato.
COLEI CHE E'
NEL MARE
Nel ruolo di quelbruco.
G.
Nel ruolo di SISTER
L'AMICO A.
Nel ruolo del TUTOR
I FRATELLI MAGGIORI
Nel ruolo di Mucio,
Bab e Johnz.
LA CITTA' TOSSICA
LA CITTA' OBLIQUA
Nel ruolo dei luoghi dove la vicenda si svolge.
IL GURU
Nel ruolo di quello che pare lo sappia sempre.
CAMILLA
Nel ruolo di se stessa.
CONTINUA...
Pioggia e sole cambiano la faccia alle persone....fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano e tornano e non la smettono mai...
L'esame, la stanza in disordine, il cinema, la sera, non si esce, incontrare qualcuno, non salutarsi, sedersi a parlare, quel po' di tristezza, i viaggi, il Brasile, il samba, Che Guevara, il Cile, il telefono, il computer, il libro scritto male, la libreria, lo specchio, la tintura, le fragole, Pablo Neruda, mio fratello, il letto, il mal di testa, le prove, la saletta, la moto, gli occhiali, le scarpe nere, Davide, Maria, Gabriella, Gianluca, la Rossa, Peppe, Danilo....
....questo cielo così bianco.....
Ho appena finito di studiare, se così si può dire. Il sole se ne sta andando solo ora. Aspetto notizie per la serata, che qualcuno mi chiami e mi dicano che cosa si fa, se c'è un'idea che possa venire a prendermi nel mio torpore millenario e farmi venire un barlume di voglia di essere in strada
- e -
questa strada mi manca, ma non riesco, è più forte di me, non riesco proprio a capire come fare, come approcciarla, dove posare il primo piede e con quanta intensità e poi soprattutto dove posare il secondo. Dovrei essere contenta della primavera che si riscalda un po' ogni giorno ma resta dolce, dovrei aver lasciato quantomeno dietro, alle spalle, tutti i fatti dei mesi scorsi, tutte le scenate, le sere drammatiche, e soprattutto quella stanchezza immotivata, sempre acquattata in attesa, un milione di momenti, la stagione che cambia, gli occhi stanchi, il pensiero da portare fino in fondo se no non se ne va, l'attacco di ansia, il cuore in gola.
E invece tutti questi momenti non se ne stanno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia, continuano a seguirmi ovunque vada e intanto il loro volume cresce e il loro peso diventa insopportabile.
Beppeanna - Bandabardò
Attenziò concentraziò ritmo e vitalità
e attenziò concentraziò ritmo e vitalità
e attenziò concentraziò ritmo e vitalità
devo dare di gas voglio energia
metto carbone e follia
se mi rilasso..collasso
mi manca l'aria e l'allegria e perciò
attenziò concentraziò ritmo e vitalità
odio il pigiama e vedo rosso
e se la terra mi chiama non posso
restare chiuso fra quattro mura
ho premura di vivere e perciò
attenziò concentraziò ritmo e vitalità
e attenziò concentraziò ritmo e vitalità
sto fermo un giro non passo dal via
piuttosto non gioco e vado via
fuori dal vaso
fuori di testa
ho sempre un piede sul motore
devo dare di gas voglio energia
metto carbone e follia
se mi rilasso...collasso
mi manca l'aria e l'allegria
e perciò
attenziò concentraziò ritmo e vitalità
e attenziò concentraziò ritmo e vitalità
e attenziò concentraziò ritmo e vitalità
devo dare di gas voglio energia
metto carbone e follia
se mi rilasso..collasso
mi manca l'aria e l'allegria e perciò
attenziò concentraziò ritmo e vitalità
e attenziò concentraziò ritmo e vitalità
e attenziò concentraziò ritmo e vitalità
mmmm....non mi piace avercela con le persone eppure.
Spiegatemi perché non dovrei avercela con voi. Oggi capisco cosa si prova, cosa vuol dire indurirsi perché si è costretti. Quando decidi di spegnere il cervello perché non ti piace quel rumore continuo e quel caldo, come di un aggroviglio di rovi che prendono fuoco. E allora resti lì, con il cervello spento, non vuoi pensare più, a guardare dai vetri dell'auto la città che scorre, così invasa di sole, questa primavera che è arrivata, quest'estate, qeusto caldo, quand'è che è diventata estate, quand'è che c'era quella mattina che non ho visto, quella fresca, innocente, quell'aria appassionata. Non mi piace avercela con le persone eppure cosa dovrei pensare, vi siete presi la mia primavera ed è stata tutta colpa vostra. Come potreste dire di non aver avuto amore, da me, non si poteva chiamare in altro modo, era quello che era, ed era la mia casa, mia mamma che chiacchierava, i dolci di Natale, quei divani sempre troppo stretti e il cane che girava tra i piedi ed era amore. Per cui resti nella macchina delle sei del pomeriggio, già troppo caldo, già troppo sole, gli occhiali rotti, gli occhi che bruciano, perché non dormo più, dormo poco, dormo male e sogno a sbalzi e spero spesso di svegliarmi. Resti con questo cervello svuotato in questa città che è vostra, che non è più mia e non c'è niente da fare, che ho costruito, io, per anni, che si è incendiata, così, che ve la siete presa, lei, quel pezzo di primavera, quel mio cervello vuoto. Come puoi non pensare andate a fanculo, andate, andate tutti, io me ne sto qui, mi metto a fare ginnastica a nuotare non mi interessa, penso solo a me e mi faccio un fisico nuovo poi mi taglio i capelli e mi vesto come dico e come voglio, penso solo a me, mi concentro, vado a cantare, leggo, sento la musica brasiliana e me ne vado.
E scusatemi se vi è parso che ce l'abbia con qualcuno di voi.
A tratti percepisco tra indistinto brusio
Particolari in chiaro,
Di chiara luce splendidi,
Dettagli minimali in primo piano,
Più forti del dovuto e adesso so
Come fare non fare, quando dove perché
E ricordando che tutto va come va
Come fare non fare, quando dove perché
E ricordando che tutto va come va
Ma non va, non va, non va, non va...
Nell'occhio inconsapevole di un cucciolo animale,
Archivio vivente della Terra,
Un battito di ciglia sonnolente racchiude un'esistenza
Spazio determinato, costretto dilatabile
Spazio determinato, costretto dilatabile mi incanta...
Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
In toghe svolazzanti e lunghe tonache,
divise d'ordinanza tute folgoranti,
in fogge sempre nuove innumerevoli colori,
in abiti eleganti con la camicia bianca, la cravatta blu
Chi è stato è stato e chi è stato non è
Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
Chi è stato è stato e chi è stato non è
Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
Consumati gli anni miei,
vistosi movimenti sulla Terra,
grandiosi necessari, futili patetici
Come fare non fare, quando dove perché
E ricordando che tutto va come va
Come fare non fare, quando dove perché
E ricordando che tutto va come va
Ma non va, non va, non va...
Non fare di me un idolo mi brucerò,
se divento un megafono m'incepperò,
cosa fare non fare non lo so,
quando dove perché riguarda solo me,
io so solo che tutto va ma non va,
non va, non va, non va, non va...
Sono un povero stupido so solo che
Chi è stato è stato e chi è stato non è
Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
Chi è stato è stato e chi è stato non è
Se tu pensi di fare di me un idolo
Lo brucerò,
Trasformami in megafono m'incepperò,
cosa fare non fare non lo so,
quando dove perché riguarda solo me,
io so solo che tutto va ma non va,
non va, non va, non va, non va...
"Oh, che sarà, che sarà
che vanno sospirando nelle alcove
che vanno sussurrando in versi e strofe
che vanno combinando in fondo al buio
che gira nelle teste, nelle parole
che accende le candele nelle processioni
che va parlando forte nei portoni
e grida nei mercati
che con certezza sta nella natura
nella bellezza
quel che non ha ragione nè mai ce l'avrà
quel che non ha rimedio nè mai ce l'avrà
quel che non ha misura
Oh, che sarà, che sarà
che vive nell'idea di questi amanti
che cantano i poeti più deliranti
che giurano i profeti ubriacati
che sta sul cammino dei mutilati
e nella fantasia degli infelici
che sta nel dai-e-dai delle meretrici
nel piano derelitto dei banditi
Oh, che sarà, che sarà
quel che non ha decenza
nè mai ce l'avrà
quel che non ha censura
nè mai ce l'avrà
quel che non ha ragione
Ah che sarà, che sarà
che tutti i loro avvisi non potranno evitare
che tutte le risate andranno a sfidare
che tutte le campane andranno a cantare
e tutti gli inni insieme a consacrare
e tutti i figli insieme a purificare
e i nostri destini ad incontrare
persino il Padreterno da così lontano
guardando quell'inferno dovrà benedire
quel che non ha governo
nè mai ce l'avrà
quel che non ha vergogna
nè mai ce l'avrà
quel che non ha giudizio"
Ho dei dubbi. Amare, smettere di amare, è possibile farlo, succede come, da solo, in automatico, lo sipuò decidere, succede se siamo costretti, forse non succede mai. Quanto ci illudiamo da soli? Quanto ci piace illudere noi stessi? Quanto ne siamo consapevoli?
E poi mi sento molto stanca, dev'essere il caldo, è che a me l'estate non piace soprattutto se prima non si passa per la primavera a ritirare 20000 lire. Sono senza forze, devo andare a tenere due bambine per due ore e mezza e forse già questo mi ucciderà. Ho notato che vedere Gianni a metà settimana mi dà una grande allegria, un po' immotivata, molto leggera e sottile. Insomma lui sta a Napoli, ci vediamo per tre ore a settimana, e invece vederlo arrivare di mercoledì è una specie di festa, e andare a casa sua con Gabriella a giocare con i suoi gattini e mangiare una pizza in un sabato così poco sabato, vestita così poco da sabato come sono con la salopette e il maglione col cappuccio e i capelli da ragazzino biondo è bello, è molto bello e strano e fa sentire molto a casa. Mi chiedo se col passare degli anni abbiamo finito per accontentarci di molto poco. E' un pensiero che mi fa un po' di malinconia ma solo per un attimo. Perché forse invece è che riusciamo a trovare belle molte più cose di prima.
Fa caldo e gli stagni evaporano, con buona pace dei folletti.

Gaza, Israele bombarda un corteo
L'esercito israeliano ieri ha aperto il fuoco su una folla di palestinesi che chiedeva di far entrare gli aiuti umanitari nel campo profughi di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Dieci civili sono rimasti uccisi e almeno cinquanta feriti in quello che il presidente dell'Anp, Yasser Arafat, ha definito «un crimine di guerra perpetrato contro dimostranti pacifici». Il portavoce dell'esercito occupante ha parlato di un «tragico errore», mentre il rappresentante delle Nazioni unite per i diritti umani ha accusato Israele di crimini di guerra. (da "il Manifesto")
il mio ragazzo mi ha detto di una scena terrificante che ha visto in TV, ma non la voglio nemmeno raccontare perché mi viene da piangere e ci sono lacrime che devono (e possono) solo restare dove stanno.
Ah ragazzi, ragazzi. Mi bruciano ancora gli occhi, mi bruciano da ieri sera e oggi pare proprio che non vogliano riprendersi, anche se mi sono messa, ho fatto la torta di mele, ma insomma. Penso che mi piacerebbe vivere in un altro posto, con il mare vicino, e poi il vento, ne vorrei tanto e abbastanza di frequente, magari qualche sera no, qualcuna. Però sarebbero belli dei gran giorni di burrasca marina alternati a bellissime giornate di brezza e di sole disteso, brillante e non quello che acceca. Poi penso a questa valle (di lacrime!) dove c'è sempre una patina bianca-grigia sul cielo e sulle cose ma sapete?? mi piace. Mi piacciono le sue sere umide nei muri delle case vecchissime della Badia spruzzati di muschio verdescuro. Mi piace. Dopo che piove i lampioni si specchiano a terra perché ovunque resta bagnato per più tempo del normale e tutto è più arancione e antico del normale. Mi piace. Oggi ho le idee confuse!!
Ho trovato finalmente il testo di questa canzone...mi fa troppo ridere il portoghese ed è troppo troppo bello ed elegante. Lo so che è alquanto scema come canzone brasiliana ma è pur sempre un inizio.
Ohhhh areao....
O mar o mar o mar
Mas que nada
Sai da minha frente
Eu quero passar
Pois o samba esta animado
O que eu quero e sambar
Este samba
Que e misto de maracatu
e samba de preto velho
Samba de preto tu
Mas que nada
Um samba como esse tao legal
Voce nao vai querer
Que eu chegue no final
I've found a way to make you
I've found a way
a way to make you smile
I read bad poetry
into your machine
I save your messages
just to hear your voice
you always listen carefully
to Awkward's rhymes.
you always say your name
like I woulden't know it's you,
at your most beautiful.
I've found a way to make you
I've found a way
a way to make you smile
At my most beautiful
I count your eyelashes secretly
with every one, whisper I love you
I let you sleep
I know you're closed eye watching me,
listening
I thought I saw a smile.
I've found a way to make you
I've found a way
a way to make you smile ![]()
Ecco, ecco come mi sento. Mi sento come Venezia, svagata, addormentata, ad acquarello. Cioè, come una Venezia del mio ricordo. Bollettino climatico: un'altra giornata di sole fredda. E poi mi sono ricordata di qualche anno fa, uno spettacolo a teatro di qualcuno, il cinque maggio, una sera lunga e calda, quell'aria, L'Aria. Quella di Maggio che sfuma dentro Giugno, quella famosa, il rumore inconfondibile che fa, quando passa attraverso le persiane semichiuse di prima mattina, molto presto. Quella voglia di bere caffè e tè alla cannella all'aperto. I miei vestiti più zingari che si possono mettere solo a maggio. Danilo dice che si sente senza identità, io pure, mi sono tinta i capelli, maggio è freddo, senza identità, un povero autunno.
Intanto Gino Strada sta in Iraq, forse ne avete sentito, sta trattando per gli ostaggi, o qualcosa del genere, e la mia ammirazione gli piove sul capo.
Sono molto ansiosa oggi, molto molto ansiosa. Non c'è proprio un motivo, è proprio che ultimamente ogni cosa che mi viene detta mi rende ansiosa, traggo conclusioni assurde e sballate da tutto e il bello è che lo so. E allora faccio un bel respiro, e mi dico "eh?", "eh?", "eh?"...e mi sgrido. Cava è sospesa in uno strano clima assolato ma instabile e innaturalmente freddo. Tra un po' esco a prendere un tè con un ragazzo che sembra un po' Siddartha, un po' una camomilla. Sono molto molto ansiosa. Forse cinque sei caramelle me la faranno passare.
"In nessuna
parte
di terra
mi posso
accasare
Ad ogni
terra
che incontro
mi trovo
languente
che una volta
già ne ero stato
assuefatto
E me ne stacco
sempre
straniero
Nascendo
tornato
da epoche
troppo
vissute
Godere un solo
minuto
di vita
iniziale
Cerco
un paese
innocente"
(G.Ungaretti)
Bella 'sta storia del Blog....mi sembra come quando al liceo avevo quella grossa Smemoranda e la riempivo di foto e di scritte, e scrivevo soprattutto nell'ora di matematica così la mamma di Maria s'incazzava sempre.
...poi era bello far girare il diario magari anche agli amici delle altre classi e quando lo riprendevi in mano cercavi se qualcuno ti aveva scritto qualcosa sopra e spesso ci trovavi una bella sorpresa....me ne ricordo certe, di sorprese sulla Smemoranda, ma certe. Così alla fine le riempivamo tutte di cazzate e di cose fondamentali, non si distingueva più chi aveva scritto cosa, Francesca consumava tutte le mie penne colorate per scrivere dappertutto. Erano piene di biglietti del cinema e fotografie e ritagli e testi di canzoni e roba incollata e pezzi di quaderno preziosi e pezzi di libri e pezzi vari. Bella questa storia del Blog, un diario di nuovo, farlo girare nelle classi e sperare che qualcuno ci scriva qualcosa. Certo vuoi mettere, le foto vere, quelle con la carta lucida e i sorrisi immobilizzati con il riflesso del sole sopra. Vuoi mettere. Ma va bene così. Anche se mi sono un po' immalinconita con tutti questi pensieri sul liceo. Non mi ricordo proprio che diario aveva il mio ragazzo dell'epoca, non mi ricordo che cosa gli ho scritto.
Ho beccato in rete questo pezzo di Benigni, di qualche anno fa...
"Ora che siete qua tutti insieme volevo fare una fotografia: chi è quello che fa le corna? Berlusconi, la smetta... Vi ho dato tanti insegnamenti, dice Dio, ma ce n’è uno che li racchiude tutti ed è quello di sant’Agostino: ama e fai ciò che vuoi. Quando si ama si può peccare, si può saltare addosso, guardate qua (verso la Belvedere), alle delizie del mondo che quando sorridono si improfuma l’aria di viole intorno a noi. Guardate qua: è una quiete accesa, una salute lucente. Queste non sono donne, sono il ministero della Sanità. E’ una cosa d’una bellezza. Quando si ama si può fare quello che ci pare perché l’amore è la mano di Dio sulla spalla dell’uomo. Quando amano, anche i cani abbaiano in rima. E non si deve amare un po’ così e un po’ cosà, ma continuamente: l’amore che s’accende e si spenge, si fulmina. Bisogna amare con grandezza. L’amore che vivacchia, che tira a campare, more. L’amore è il Nettuno del sangue. E quando non si sa finir la frase, quello vuol dire che si ama. L’amore è l’unica limitazione della libertà che ci rende più liberi. E’ una cosa maravigliosa, proprio con la A."
No no no, aspettate, lo so che questa canzone è quasi insensata se la leggete così e forse resta insensata anche se la sentite MA dovreste provare a sentirla lo stesso, giuro. Troppo, troppo, troppo bella questa canzone. La lascio qui prima di andar via a provare con il mio gruppo (io canto). Noi non siamo i Radiohead, non lo saremo mai, e va veramente bene così.
"Are you such a dreamer?
To put the world to rights?
I'll stay home forever
Where two & two always
makes up five
I'll lay down the tracks
Sandbag & hide
January has April's showers
And two & two always
makes up five
IT'S THE DEVIL'S WAY NOW
THERE IS NO WAY OUT
YOU CAN SCREAM
& YOU CAN SHOUT
IT IS TOO LATE NOW
BECAUSE
YOU HAVE NOT BEEN
PAYING ATTENTION
I try to sing along
I get it all wrong
Eezeepeezeeeezeepeeezee
NOT
I swat em like flies but
Like flies the buggers
Keep coming back
NOT
Maybe not
All hail to the thief
But I'm not!
Don't question my
Authority or put me
In the dock
Cozimnot!
Go & tell the king that
The sky is falling in
When it's not
Maybe not."

(Gino Strada)